Villa Tusini non era del Comune Mai registrato l’atto di acquisto
La sorpresa dopo il recente accesso agli atti di un consigliere di minoranza Nel 2013 sborsato un milione per la mancata prelazione. La corsa per riparare
san prospero. Villa Tusini non è del Comune di San Prospero, ma ancora della società GeneralEdil spa della famiglia Zaccarelli di Mirandola.
L’atto di acquisto definito cinque anni fa, quando la villa fu salvata in extremis con una costosa operazione da 1milione e 100mila euro, non è mai stato completato.
È l’incredibile colpo di scena cui ora si cercherà di porre rimedio, ma che inevitabilmente farà discutere, visto che siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale in cui il tema di villa Tusini e del suo utilizzo è spesso centrale. Tanto che il sindaco uscente e candidato sindaco Sauro Borghi ha riportato l’immagine stilizzata della lista nel suo simbolo elettorale.
A fare emergere questa sorprendente situazione una richiesta di accesso agli atti di uno dei consiglieri comunali in carica della minoranza, di cui si è discusso a margine delle riunioni di questi giorni in campagna elettorale. A quanto è trapelato, il nuovo responsabile dell’area tecnica, architetto Paolo Ferrarini, ha risposto a metà marzo ai chiarimenti pretesi da Simona Porcu, dopo che le voci sulla “mancata proprietà” di Villa Tusini hanno cominciato a circolare.
L’architetto, che in Comune a San Prospero è arrivato solo poco tempo fa, le avrebbe risposto confermando che dal 2103 non sono mai stati regolarizzati gli atti, nonostante il Comune avesse versato già allora un milione e 100mila euro per sanare in extremis il pasticcio della mancata prelazione: il Comune non aveva esercitato infatti nei termini questo diritto a suo tempo, nel 2005, e Zaccarelli - con qualche “alleato” nelle stanze dei bottoni - aveva acquistato lo storico edificio. Così il Comune dapprima aveva deciso di tentare la prelazione, poi si era accordato con Zaccarelli, per una cessione al prezzo pagato dalla GeneralEdil, più le spese del rogito. Il Comune in Consiglio aveva deliberato in tal senso, dopo aver consultato il legale del Comune e aveva anche firmato una scrittura privata transattiva. Ma era primavera del 2013. Da allora, pur tra tante promesse, parole, progetti, rassicurazioni, nessuno si è più preoccupato di formalizzare l’atto.
È possibile che in corrispondenza delle sollecitazioni della consigliera Simona Porcu qualcuno si sia reso conto della clamorosa situazione. In Comune non trapela per ora ufficialmente nulla, ma si parla insistentemente di una trattativa per correre ai ripari in extremis, in questi giorni e così sistemare pubblicamente la questione.
Consultando gli atti catastali, in effetti, la Gazzetta nei giorni scorsi ha potuto riscontrare come fino ad un paio di settimane fa risulti l’atto notarile con cui GeneralEdil acquista il 27 ottobre del 2005 la villa dagli eredi Tusini. Si vedrà. —
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