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Addio al saxofonista Giuliano Leader dell’orchestra Bergamini

F.D.
Addio al saxofonista Giuliano Leader dell’orchestra Bergamini

Domani i funerali del celebre musicista di Finale: aveva 73 anni Si è esibito in centinaia di iniziative e compose il valzer “Battibecco” 

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Finale. Il suo sax ha raccontato l’evoluzione dell’Italia, accompagnandola nei grandi cambiamenti degli anni Settanta fino a renderlo uno dei musicisti più importanti della tradizione emiliana. Se n’è andato a 73 anni Giuliano Bergamini, fuoriclasse del sax e leader dell’omonima orchestra. Domani mattina, alle ore 10.30, nella chiesa del Seminario si terranno i funerali dove saranno in tanti a voler abbracciare la moglie Fernanda e i figli Tanya e Manuel.

Nato nel 1945 si diplomò privatamente con il maestro Agnini. Fu invece una fastidiosa otite ad interrompere due anni di solfeccio dal maestro Noemio Manzini quando Giuliano aveva appena 9 anni. Cinque anni dopo, però, iniziò ad incantare con il suo sax. A 17 anni fonda il suo primo complesso (“I Discepoli”) poi con l’amico fisarmonicista Costantino Zizza forma l’orchestra “Zizza e Bergamini”. Ma è solo l’inizio: nel 1973 supera l’esame di compositore alla Siae mentre si esibisce con il trombettista reggiano Vanni Catellani e Iller Pataccini. Il debutto di un gruppo tutto suo arriva il 2 agosto 1975 quando nasce l’Orchestra Giuliano Bergamini, composto da otto musicisti che propongono un vasto format musicale della tradizione. Con loro si aggregherà anche un altro grande musicita finalese, quell’Enzo Suffritti appena rientrato dall’estero.

Nell’estate 1978, Bergamini viene premiato con il “sassofono d’argento” merito soprattutto della composizione “Ora... sempre” a cui farà seguito anche il valzer “Battibecco”. L’orchestra è talmente tanto brava che arrivano anche le apparizioni televisive su canali nazionali a Bim Bum Bam, Fresco Fresco, Il pomeriggio del Giro.

È invece il 1992 quando Giuliano decidere di interrompere la carriera musicale dopo centinaia di eventi e concerti: è pronto per godersi la meritata pensione. I tempi sono ormai cambiati, la musica si è evoluta ma il maestro avrà a dire: «Rimane comunque un po’ di nostalgia, ma se dovessi rinascere ripeterei tutto quanto, più gli interessi». —

F.D.

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