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«Casa confiscata? Ma gli altri disabili...»

«Casa confiscata? Ma gli altri disabili...»

Affondo dei 5 Stelle: «Ci sono 20 famiglie in difficoltà Il loro centro sarà chiuso per risparmiare 30mila euro» 

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NONANTOLA. “Apprendiamo da un articolo della Gazzetta che finalmente un bene sequestrato alla camorra è entrato completamente nella disponibilità del Comune di Nonantola e per dichiarazione della sindaco uscente Nanetti, sarà messo a disposizione per l’accoglienza delle persone disabili. Sulla lotta ad ogni tipo di mafia il Movimento 5 Stelle è perfettamente in linea con l’amministrazione e non può che essere felice per la notizia, ma chiede al sindaco, in riguardo alla cura delle disabilità che così come a noi del Movimento le sta tanto a cuore, se questa amministrazione ha nel tempo che le rimane anche in programma di prendere seriamente in considerazione la situazione da lei da tempo ben conosciuta che si sta consumando nel vicino Comune di Castelfranco e che coinvolge anche almeno tre famiglie nonantolane». Inizia con questo lungo incitip l’annotazione dei 5 Stelle sulla disabilità. Non va infatti scordato che l’abitazione confiscata ai Perrone diventerà una casa residenza per persone disabili.

«Per non parlare delle altre famiglie dei Comuni limitrofi, dove 20 ospiti disabili non gravi, che ormai operano da 20 anni in piccoli lavori manuali nel centro socio-ccupazionale “Oasi” gestito dalla Domus di Vignola, a fine novembre saranno dislocati d’imperio con gli operatori che li seguono in altre e più distanti realtà dedicate ai disabili dell’Unione - accusa i 5 Stelle - Contemporaneamente, la chiusura del centro li priverà così dell’integrazione che questi lavori, si badi bene remunerati, gli consentivano per decisione “irrevocabile” dell’attuale amministrazione castelfranchese in vista a fine dicembre dell’apertura del costosissimo (2,5 milioni di euro) nuovo centro da 25 posti “Ali di Gabbiano” che non dispone di nessuna infrastruttura atta a replicare in quel luogo le attività».

I 5 Stelle indicano un’unica motivazione per il trasferimento: «Sembra che l’unico vero motivo sia risparmiare l’affitto (30mila euro all’anno) del capannone privato che ospita il centro. Ogni tentativo di mediazione delle famiglie si è scontrato contro l’intransigenza e la nebulosità o il silenzio di questa o quella amministrazione. Abbiamo poi notizia di almeno una mamma castelfranchese che dovrà addirittura restare a casa dal lavoro perché la figlia disabile. impiegata nel centro destinato a chiudere, si rifiuta di essere spostata altrove. E sappiamo anche che altri ospiti verranno ospitati nella stessa nuova struttura castelfranchese, ponendo dei seri dubbi sul fatto che l’accoglienza potrà essere garantita allo stesso livello delle situazioni precedenti». —

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