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le reazioni 

Hera non ci sente: «Così si va contro la produttività del nostro Paese»

S.L.

Le multiutility sono sempre sul piede di guerra e molto preoccupate Si aspettano le elezioni e gli equilibri M5S-Lega 

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Le multiutility sono molto “attendiste” rispetto a questo delicato tema, anche perché si avvicinano le elezioni e a quanto pare la Lega non vedrebbe di buon occhio la proposta degli alleati grillini.

Anche il presidente di Hera Tommasi di Vignano non si espone e si limita a ricordare che «la nostra posizione rispecchia in pieno quella espressa da Utilitalia, in particolare questa proposta di legge non ci sembra garantire la prosecuzione di un percorso produttivo per il settore e per il Paese».

Un messaggio generale, ma si capisce che la preoccupazione è molta anche perché si avvicinano le elezioni per i sindaci.

Ma la prima firmataria del disegno di legge al momento va avanti: «Noi ci rendiamo conto — spiega la parlamentare Federica Daga — delle compatibilità di bilancio, ma non potevamo non dare seguito a un’istanza popolare come quella che voleva l’acqua pubblica secondo il referendum. Abbiamo ricevuto nel corso del tempo moltissime segnalazioni e non abbiamo un approccio ideologico, ma l’Italia ha subito troppe multe europee per la mancanza di depuratori e per lo stato delle sue fognature. Al Sud come al Nord. Non siamo certo contro i privati che possono accedere al miliardo stanziato nella legge di Bilancio 2019 per gli invasi e gli acquedotti. Forse i dodici mesi preventivati per la revoca delle concessioni sono troppo pochi, ma le aziende speciali dell’acqua potranno allargarsi anche alle città metropolitane e ad altri soggetti».

Della serie, “vaglielo a spiegare”. Sulla proposta di legge “per l’acqua pubblica” presentata dalla grillina Federica Daga, spara Utilitalia che, nata dalla fusione di Federutility e Federambiente riunisce 471 aziende che si occupano di ambiente, acqua e energia.

Così mentre la proposta di legge sull’acqua finisce nel calderone incadescente delle rivendicazioni e delle ripicche tra la Lega, che è fortemente contraria, e il Movimento 5 Stelle, Utilitalia lancia il suo grido d’allarme: «In questi anni l’intervento dell’Autorità di regolazione ha finalmente dato stabilità e credibilità al settore, innescando un deciso aumento degli investimenti in impianti e infrastrutture: se prima del 2009 il comparto investiva mezzo miliardo all’anno, oggi abbiamo superato i 2 miliardi all’anno. Interrompere questo trend positivo può mettere a serio rischio il settore», spiega Valeria Garotta, direttore di Utilitatis, il centro studi di Utilitalia. —

S.L.

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