L’ex sacerdote Bellelli «Continuerò il celibato Pregate per me»
La Chiesa lo ha dimesso per gravi motivi, lui rompe il silenzio «Mantengo la fede nel momento del dolore e della prova»
Dopo alcuni giorni di silenzio il “caso” di Fernando Bellelli (l’ex sacerdote dimesso allo stato laicale dopo un processo diocesano e l’avvallo della Congregazione per il Clero e di papa Francesco) torna alla ribalta. Questa volta con lo stesso ex sacerdote che ha inteso inviare un messaggio tramite i mezzi di informazione: «Una nuova strada di vita la Provvidenza in modo misterioso permette e traccia per me. Ed io invoco la grazia di Dio per accogliere la sua volontà con tutto me stesso - scrive Bellelli nel comunicato inviato ieri mattina - Continuerò a vivere religiosamente la scelta del celibato nella fedeltà ad una scelta di vita. Manteniamo salda la nostra fede proprio nella Provvidenza, anche e soprattutto nel momento del dolore e della prova, Dio non ci abbandona, ringraziamolo di ogni cosa, sempre! Pregate per me».
Questo il messaggio firmato, semplicemente Fernando Bellelli. Del resto lo stesso ex parroco di Portile aveva detto, a caldo, di accettare la decisione del Papa e della Chiesa, pur avendo anche fatto intendere di non aver potuto esercitare appieno la facoltà di difendersi nel processo intentato contro di lui. La curia di Modena (che ha mantenuto un profilo volutamente molto basso, anche per tutelare le persone e le famiglie coinvolte in questa vicenda) a quel punto aveva però replicato facendo notare come la possibilità di difesa per Bellelli fosse stata ampiamente garantita e prevista. In buona sostanza tutto sembrava essersi placato, ma ora Bellelli torna a farsi sentire chiedendo alle persone che lo hanno supportato in questi anni di restargli vicino e, appunto, di pregare per lui. Inoltre riafferma la scelta di non voler rinunciare al celibato, nonostante ora dopo la dimissione allo stato laicale non abbia voti di alcun genere che ne impediscano scelte diverse, compreso naturalmente quella del matrimonio non solo civile ma anche in Chiesa, non essendo stato scomunicato (come scritto esplicitamente nel primo comunicato della curia). —
P.S.
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