Gazzetta di Modena

Modena

l’annuncio 

La Fondazione cambia nome e mette un limite ai mandati

La Fondazione cambia nome e mette un limite ai mandati

Si chiamerà “Modena”, sparirà il vecchio legame con la Cassa di Risparmio Deleghe ai dipendenti e per l’ateneo apertura anche ai professori associati

2 MINUTI DI LETTURA





Cambia lo statuto e cambia il nome. Il consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha approvato la modifica al proprio documento fondamentale e, tra le novità più significative, spunta il cambio del nome in «Fondazione di Modena».

Non solo: arriva anche il limite dei due mandati sia per la carica di presidente sia per il consiglio di amministrazione sia per il collegio dei revisori. È prevista la possibilità di assumere nuovamente cariche in un altro organo, ma solo dopo una pausa di tre anni. L'unico organo per il quale non sono programmati limiti ai mandati, dunque, è proprio il consiglio di indirizzo, fatta salva la pausa di tre anni ogni due mandati. Il nuovo testo, approvato dal ministero dell'Economia il 9 aprile, stabilisce che i componenti degli organi durino «per quattro esercizi finanziari, compreso quello di insediamento», e restino in carica «fino all'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio», con l'obiettivo di «un coerente collegamento tra la responsabilità di amministratore e gli atti di indirizzo e programmazione adottati». Inoltre, per l'elezione del vicepresidente viene chiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in carica, almeno per le prime due votazioni. Per il cda è inoltre prevista la possibilità di delegare determinate funzioni anche a dipendenti della fondazione e non solo al presidente, a suoi membri e al direttore generale. Il tutto «in sintonia con un modello operativo che sempre più qualifica le distinte funzioni degli organi e della struttura tecnica, soprattutto in materia finanziaria e gestionale», fanno sapere dalla fondazione modenese. Per quanto riguarda i membri del consiglio di indirizzo, il nuovo statuto amplia la platea dei potenziali designati da parte dell'università, includendo anche i professori associati. Si stabilisce, inoltre, che dei tre componenti cooptati almeno uno debba avere esperienza e competenza nel settore dell'educazione e della formazione, «in coerenza con uno degli obiettivi strategici» della fondazione. Il nuovo testo prevede infine la possibilità di incrementare il patrimonio complessivo attraverso donazioni liberali di privati, ma non cambia il peso delle nomine di Comuni ed Enti. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google