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San Possidonio, scoperti12 lavoratori in nero in laboratorio tessile. Cinque sonio clandestini

San Possidonio, scoperti12 lavoratori in nero in laboratorio tessile. Cinque sonio clandestini

Blitz della Finanza. La titolare dell’azienda, una cinese di 52 anni oltre a dover rispondere di diversi illeciti amministrativi è stata  denunciata per favoreggiamento e sfruttamento della immigrazione clandestina. Rischia maxi multa e fino a 6 anni di reclusione.

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SAN POSSIDONIO Quando i finanzieri sono arrivati nel laboratorio tessile lo hanno trovato in piena attività, alle macchine da cucinare. Tutti i lavoratori erano alle loro postazioni. Tra di loro però c'erano 12 lavoratori in nero, pari al 42 % della forza lavoro presente, intenti al confezionamento di capi di abbigliamento.

Sono così iniziati i guai per il titolare del laboratorio tessile di San Possidonio:  una  donna di nazionalità cinese

I controlli sono così proseguiti ed è emerso che 5 di questi lavoratori sono risultati clandestini in Italia in quanto privi del permesso di soggiorno. Pertanto gli stessi sono stati deferiti al Giudice di Pace di Modena per violazione della legge sull'immigrazione

La titolare dell’azienda, una cinese di 52 anni, invece, oltre a dover rispondere di diversi illeciti amministrativi in materia contributiva, previdenziale, assicurativa e fiscale, è stata altresì segnalata alla Procura della Repubblica in quanto ritenuta responsabile di aver favorito la clandestinità dei lavoratori  al fine di trarre un ingiusto profitto dalla loro condizione di illegalità. Reati per i quali rischia fino a 6 anni e la multa fino ad un massimo di 37mila 500 euro.

"L’attività svolta - spiega la Finanza in una nota - è frutto di un costante monitoraggio delle attività produttive insistenti sull’intero territorio provinciale teso ad individuare e contrastare ogni forma di impiego e sfruttamento di manodopera irregolare e/o dell’immigrazione clandestina che ha evidenti riflessi negativi sui livelli occupazionali e che, in ragione della totale omissione di contributi previdenziali, assistenziali e delle imposte dovute all’Erario, consente ai responsabili di offrire prodotti a prezzi particolarmente competitivi così alterando la leale e sana concorrenza nel mercato".

 

 

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