Sotto sequestro 2500 abiti firmati falsi Il valore è superiore a 200mila euro
Una ditta carpigiana produceva capi contraffatti e li rivendeva sul web e a dettaglianti. Denunciati i titolari, marito e moglie
Si tratta del più grande sequestro di capi d’abbigliamento contraffatti degli ultimi anni in città. Non soltanto per il quantitativo di abiti trovati al momento del blitz, ma perché quella smantellata dalla Guarda di finanza di Carpi è una vera e propria “catena di montaggio” del falso nel campo del tessile, con 2546 capi sequestrati e 15 cliché, ossia di calchi, utilizzati per riprodurre i marchi di griffe famose su scala internazionale.
Il blitz delle Fiamme gialle è scattato la scorsa settimana in un’azienda che ha sede nella zona industriale di Carpi. La ditta è condotta da marito e moglie, carpigiani, ed è regolarmente iscritta alla Camera di commercio, con una decina di dipendenti assunti regolarmente. Data questa facciata pulita, è stato ancora più insidioso scoprire il grande traffico di capi d’abbigliamento falsi, il cui valore di mercato supera i 200mila euro.
Il sistema messo in piedi dalla ditta era collaudato. La società acquistava i filati e provvedeva, presso il magazzino carpigiano, a produrre e confezionare i capi d’abbigliamento con il simbolo distintivo alterato. Successivamente, l’azienda vendeva, principalmente sul proprio sito web, prodotti a marchio proprio, ma anche numerosissimi capi contrassegnati da note firme, tra cui Versace, Dior, Fendi, Chanel, Adidas, Nike, Valentino, Balenciaga. Il giro d’affari della società non era sostenuto soltanto dalla vendita on line. La ditta, infatti, riforniva di tantissimi capi d’abbigliamento anche alcuni dettaglianti.
L’operazione della Guardia di finanza è avvenuta nell’ambito di controlli per l’attuazione del “Dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti”.
In tutto, quindi, sono stati sottoposti a sequestro i 2546 capi contraffatti e i 15 cliché usati per la riproduzione illecita. Un quantitativo di abbigliamento che, complessivamente, sul mercato supera il valore di 200mila euro. Nei confronti dei responsabili dell’illecito, dunque, è scattata la denuncia motivata dall’articolo 473 del codice penale: “Attuazione di marchi per essere immessi sul mercato”.
La Guardia di finanza, durante il blitz, ha colto in flagrante i titolari dell’azienda e i dieci dipendenti nella fabbricazione di prodotti di abbigliamento contraffatti.
Le Fiamme gialle, inoltre, stanno effettuando approfondimenti per verificare eventuali legami con la criminalità organizzata. In particolare, si sta cercando di ricostruire la filiera per verificare se esistessero o meno collegamenti con altre società o soggetti in affari con la ditta carpigiana. Una volta analizzati questi rapporti sarà possibile accertare se l’azienda dove sono stati sequestrati i capi faceva parte di una rete più grande. —
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