«Appello al Ministero Serve in fretta un corridoio»
Da costruttori di trasformatori a… strateghi: la ricerca del percorso più semplice e veloce per recapitare al cliente norvegese il trasformatore da 355 tonnellate e soprattutto 2,5 milioni di euro, ma non solo questo, sta diventando il secondo impegno lavorativo di Elettromeccanica Tironi. La soluzione è stata individuata, economicamente non è la più vantaggiosa e resta comunque un problema, cioè riuscire ad avere l’autorizzazione per transitare sul ponte del Po. Se ci fosse una banchina sulla sponda Sud del Po non ci sarebbero problemi, ma le banchine si trovano dalla parte opposta: qui, dunque nel Mantovano, i pezzi del trasformatore verrebbero caricati su una chiatta in direzione porto Marghera, dove poi verrebbero imbarcati per raggiungere la Norvegia ed essere montati dai tecnici di Tironi. Ci sono però altri trasformatori al momento bloccati: «Abbiamo dovuto trovare un magazzino a Reggio per custodirli finché non riusciremo a spedirli, perché in azienda non abbiamo più spazio», spiegano i fratelli Tironi. Anche per arrivare in Puglia, ad esempio, l’iter del trasporto su strada ora è quasi impercorribile: «Il sistema più rapido sarebbe pure in questo caso quello di portarli sul Po e, da Marghera o Ravenna, spedirli in Puglia. Mai accaduto prima». Per questo Tironi, insieme alle altre aziende bloccate dello stesso problema, chiede in fretta un corridoio preferenziale per i trasporti eccezionali: «Il rischio è di essere azzerati dalla concorrenza estera». —
M.C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google