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il caso 

Camere ardenti inadeguate Si spera nelle funeral home

Valeria Cammarota
Camere ardenti inadeguate Si spera nelle funeral home

Al Ramazzini non è mai decollato il progetto di sistemazione proposto dall’Ausl I privati intanto si organizzano e l’Azienda punta al nuovo piano da 500mila euro

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È un lungo cammino quello che l’amministrazione comunale e l’Ausl di Modena stanno percorrendo per arrivare a una soluzione che renda maggiormente fruibili le camere ardenti dell’ospedale Ramazzini. Da tempo, infatti, si è constatato come gli spazi non risultino sufficientemente grandi per fungere in modo stabile anche da obitorio di Carpi e dei paesi limitrofi.

Un tema che è finito in Consiglio comunale più volte, soprattutto a seguito delle richieste di delucidazioni in merito espresse da Carpi Futura, e che però non ha avuto riscontri evidenti neppure dopo la visita che il direttore generale dell’Ausl, Massimo Annicchiarico, fece ai locali di via Falloppia nella primavera del 2017, promettendo un progetto che ne risolvesse i problemi.

Ad oggi, lo stabile - da cui è stato almeno rimosso l’amianto presente sul tetto - si presenta organizzato in tre stanze grandi e una piccola, e al suo interno lavorano due operatori dedicati, che si alternano per garantire l’apertura mattutina e pomeridiana continuativa. Occorre dire che il loro uso sarebbe destinato alle sole persone decedute in ospedale, mentre da tempo ormai è consuetudine che esse accolgano chiunque lo desideri o ne abbia necessità.

A questo punto, però, nelle alterne vicende che vedono per protagonista il progetto di fattibilità presentato dall’Ausl al Comune di Carpi nell’autunno del 2017 - che ipotizzava lavori per una somma di circa 900mila euro e che prevedeva l’aumento del numero delle camere e il rifacimento dei pavimenti e degli intonaci - viene incontro un importante cambiamento nel fabbisogno del Ramazzini, coadiuvato in questo momento storico dall’aumento della presenza sul territorio delle cosiddette “funeral home”.

Si tratta di qualcosa di molto simile a una “casa” - a voler infondere in chi rimane il pensiero che il proprio caro abbandoni questo mondo a partire dal luogo che più ha avuto nel cuore in vita - adibita a un commiato “accogliente” dai propri cari, in ambienti (tra cui salotti e postazioni di ristoro) entro cui si muove personale a disposizione per rispondere a ogni esigenza in un momento così difficile. Due sono in procinto di aprire a Carpi: la prima, in ordine di tempo, nella centrale via Lenin, a poche centinaia di metri dal cimitero cittadino.

Ecco allora che gli spazi di via Falloppia diventeranno più che adeguati grazie all’investimento comunque ingente di 550mila euro grazie ai quali l’Ausl si accinge a finanziare opere che migliorino il tempo dell’accoglienza di famigliari e visitatori.

Le annose vicende delle camere mortuarie terminano dunque qui, per il momento, con la risistemazione dell’area di accesso pedonale e di sosta; l’adeguamento delle sale esistenti, con l’ampliamento di due di esse e il rifacimento di tutte le finiture per la parte aperta al pubblico, delle aree dedicate all’attesa e all’esposizione delle salme; oltre che con l’adeguamento dell’impianto di condizionamento ambientale che garantirà così condizioni termiche ottimali. I tempi per gli interventi però restano a tuttora sconosciuti anche perché manca un bando di gara. —



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