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«Modena deve attrarre più investimenti Porte ancora aperte per Reggio Emilia»

Serena Arbizzi
«Modena deve attrarre più investimenti Porte ancora aperte per Reggio Emilia»

Ieri l’assemblea generale dell’associazione ha eletto l’imprenditore modenese quale successore di Alberto Vacchi 

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. «Sono prudente, ma fiducioso. Rispetto alla crescita, siamo in attesa dei dati, ma questo è un territorio unico e ci sono settori che stanno registrando ottime performance. È fondamentale attrarre investimenti esteri qui. E per Confindustria Emilia, ora la fusione è tra Modena, Bologna e Ferrara, ma la porta rimane aperta anche a Reggio».

Queste le prime dichiarazioni dell’imprenditore carpigiano Valter Caiumi, 56 anni, sposato, tre figli, alla guida del gruppo Voilàp, che controlla Emmegi ed Elumatec, dopo l’elezione a nuovo presidente di Confindustria Emilia, con il 98% dei consensi. La proclamazione di Caiumi è avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri, a Palazzo Albergati, a Zola Predosa nel Bolognese, nel corso dell’assemblea generale dell’associazione alla quale fanno capo 3.200 imprese - di cui 800 modenesi - che producono 109 miliardi di fatturato, 64 miliardi di export e per il 69% sono manifatturiere.

Caiumi succede ad Alberto Vacchi. Durante il discorso conclusivo il numero uno di Ima ha riassunto i punti salienti del suo mandato, ricordando successi, ma anche difficoltà, e ha messo in risalto il divario tra pubblico e privato. Al termine è stato salutato da una standing ovation del pubblico, tra il quale erano presenti anche Luca Cordero di Montezemolo e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

«Non correrò di nuovo per la presidenza nazionale», ha rivelato Vacchi al termine, ribadendo la necessità di un impegno per la formazione dei giovani, l’importanza della filiera e che «uniti si vince, dispersi si rischia molto, se non si è attrezzati per l’internazionalizzazione. Nessuno credeva che avremmo potuto metterci insieme e invece abbiamo creato un sistema più grande senza cancellare le nostre identità», parlando di Confindustria Emilia.

Ed è proprio l’export una delle parole chiave utilizzate con più frequenza da Valter Caiumi. «Il passaggio di testimone con Vacchi è stato in grande velocità, avendo lavorato insieme – afferma il nuovo presidente – Tra le mie linee guida c’è di certo il potenziamento dei canali di passaggio per l’export. Come associazione tocchiamo oltre 100 Paesi. La sfida è cercare di fare arrivare gli investitori esteri sul nostro territorio. Questo sarà un segnale distintivo che il mondo crede in noi. Abbiamo il dovere di collaborare con i governi in carica. Servono infrastrutture, situazioni certe, una comunicazione convergente verso e tra gli associati. Serve valorizzare le grandi capacità del territorio e il dialogo nel sistema Emilia, per un’intelligenza di comunità con un piano che coinvolga sindacati, sindaci, banche, università, Confindustria nei suoi livelli di rappresentanza, scuola. Serve un comportamento attento all’ambiente: dobbiamo essere portatori di un progetto su tutte le filiere», sottolinea Caiumi, ricordando anche l’importanza della «formazione continua dei nostri lavoratori». Riguardo al tessile, uno dei settori che più hanno sofferto per la crisi, Caiumi ha evidenziato come «in questo terremoto economico siano stati persi pezzi di filiera» e come serva una visione chiara e nitida.

Tra le altre linee guida, la ricerca collaborativa. «L’Europa e la comunità europea devono essere per noi punto di riferimento, per le risorse a disposizione, ma anche per essere riconoscibili come partner qualificati per progetti e iniziative», aggiunge il neo presidente. Infine, l’autorevolezza unica: «Le nostre 20 filiere – conclude il presidente – riflettono la quasi totalità delle produzioni possibili nel mondo. In quale altro perimetro di poche decine di chilometri trovate questo? In nessuno». —



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