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finale 

Omicidio Ansaloni, condanne aumentate

Francesco Dondi
Omicidio Ansaloni, condanne aumentate

Per Hamza Driouch 16 anni e 6 mesi e 11 anni e 8 mesi a Ayoub Lamsid. La famiglia della vittima: «Processo inadeguato»

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Il giudice dell’udienza preliminare Eleonora Pirillo ci mette pochi minuti per leggere la sentenza e condannare Hamza Driouch e Ayoub Lamsid rispettivamente a 16 anni e 6 mesi e 11 anni e 8 mesi. Sono loro, è stato stabilito con rito abbreviato, ad aver assassinato in concorso la 73enne Mirella Ansaloni nella sua casa di via Vecchi dopo aver tentato prima di derubarla e poi di rapinarla. Ma al di là della valutazione di merito c’era grande curiosità per la decisione del gup soprattutto a fronte delle richieste del pm (“coraggiose” secondo le difese, “inaccettabili” per qualcuna delle parti civili e per molti cittadini che si lasciarono andare a commenti minacciosi contro il pm e i legali dei due 20enne). Claudia Ferretti, infatti, aveva proposto come pena 12 anni per Driouch e 8 per Lamsid, tenendo conto di un terzo di sconto e le attenuanti generiche tra cui la giovane età e il fatto che fossero incensurati. Ma il giudice del tribunale quelle attenuanti le ha considerate equivalenti alle aggravanti, alzando quindi la pena finale.

In aula erano presenti Simone Benati, figlio di Mirella Ansaloni e lo zio Giovanni, rappresentanti rispettivamente dagli avvocati Valter Biscotti e Silvia Ciancia mentre all’esterno li attendevano le rispettive compagne.

«Mi aspettavo qualche pena un po’ superiore rispetto alle richieste del pm - dice Benati - Dissi che non mi sentivo italiano, oggi forse va meglio ma queste condanne sono figlie di un rito abbreviato che non mi piace. Stiamo parlando di un omicidio. Se mi chiedessero perdono? Come si fa a perdonare due persone che ti hanno ucciso la madre...». Benati ha anche voglia di chiudere con il passato, nell’abitazione dell’omicidio ci è tornato pochi giorni fa ma lo stabile è in vendita.

«Queste sono le leggi, il giudice in parte ha modificato in parte le richieste del pm - aggiunge Elena Govoni, moglie di Giovanni Ansaloni - Ciò che stupisce è che ci sia stata, in passato, una Legge che permettesse di accedere al rito abbreviato per delitti tali. Volevamo però ringraziare i carabinieri per le meticolose indagini anche scientifiche, in particolar modo il Luogotenente di Finale, Luca Cappello per aver subito intuito che qualcosa nella morte di Mirella non quadrava».

«Per reati gravissimi una pena di 16 e 11 anni è ancora bassa - dice l’avvocato Valter Biscotti - Fortunatamente ciò non potrà più accadere, rimane l’amarezza di come il pubblico ministero, che rappresenta lo Stato, abbia chiesto delle pene esageratamente basse».

Soddisfatto l’avvocato Enrico Fontana, che rappresenta Hamza Driouch : «C’è stato un bilanciamento delle attenuanti e delle aggravanti, ma credo che ci sia spazio per un miglioramento della sentenza in appello. Chi ha potuto osservare le carte del processo si è fatto un’idea: i ragazzi non erano entrati in casa per uccidere, ma la situazione è degenerata. C’è tutta l’umana vicinanza ai familiari della donna assassinata. Allargando l’analisi devo dire che questo processo e le condanne dimostrano la bontà del rito abbreviato, che punisce per rieducare, senza intasare i tribunali e far spendere soldi agli italiani».

«Vorrei prima capire i conteggi del giudice e leggere le motivazioni che arriveranno entro 90 giorni - spiega l’avvocato Francesco Quadruccio, legale di Ayoub Lamsid - poi valuteremo se proporre appello. Al momento accettiamo la decisione, che conferma il concorso anomalo del mio assistito. Sono però convinto che il giudice abbia subito le pressioni mediatiche degli ultimi dieci giorni a fronte delle richieste eque avanzate dalla Procura». —

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