Gazzetta di Modena

Modena

indagine della polizia 

Scoperta in viale Buon Pastore una casa di appuntamenti

Stefano Totaro
Scoperta in viale Buon Pastore una casa di appuntamenti

Stroncata un’organizzazione che operava in tutta Italia affittando appartamenti a lucciole e transessuali. Incontri organizzati tramite cinque call center in Spagna 

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In viale Buon Pastore un appartamento a luci rosse, una casa d'appuntamenti dove il cliente arrivava dopo aver contattato un numero telefonico, con prefisso italiano, su siti o riviste d’incontri. Ma dietro a quel numero c’era tuta un'organizzazione: a rispondere alla sua chiamata infatti uno dei cinque call center della banda che si trovavano in Spagna. Qui, sapientemente, una donna organizzava l’appuntamento col cliente, gli dava l'indirizzo e l’ora dell'incontro raccomandandosi poi, una volta arrivato sul posto, di richiamare in modo da dare la conferma. Funzionava così questo sodalizio: in Spagna i call center, in varie città , non solo a Modena, ma anche a Pescara, Roma, Firenze, Milano, Genova, Ferrara, Mantova, Cremona, Piacenza, Parma, Brescia, Lecce, Sammichele di Bari, Varese, Legnano e Gallarate vi erano degli appartamenti presi in affitto da responsabilità dell'organizzazione che, in pratica, a avevano creato una specie di società dedita a queste operazioni. E all'interno vi lavorav ano prostituendosi ragazze e transessuali di nazionalità albanese, rumena e sudamericana, di cui l'organizzazione favoriva e sfruttava la prostituzione. Il sodalizio gestiva decine di case per la prostituzione in tutta Italia e, a Modena, almeno una in viale Buon Pastore, di cui ora non c’è più traccia di alcuna attività. Per questo non c’è stato alcun blitz in questi giorni. Alcune ragazze hanno però raccontato agli inquirenti di aver lavorato per un certo periodo nella nostra città. La squadra mobile di Pescara ha dunque smantellato un'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione: cinque persone sono finite in manette, due quelle ancora ricercate. In carcere, sono finiti due pescaresi, di 28 anni e 26 anni, arrestati a Milano, i quali avevano formato una vera e propria società per procacciare gli immobili da affittare alle prostitute a prezzi fuori mercato. Ogni ragazza pagava da 400 a 800 euro a settimana per usare l'appartamento. In manette sono finiti poi un milanese di 52 anni, che teneva i contatti con le prostitute e raccogliere gli incassi; un 29enne di Lecce, gestore di un bed & breakfast in cui sono state rintracciate alcune prostitute sfruttate dall'organizzazione. Agli arresti domiciliari, invece, è finita una colombiana di 37 anni, che avrebbe reperito appartamenti a Genova. Le due donne ricercate, una romena e una albanese, gestivano le fila del sodalizio. Delle indagini, che sono partite nel 2017, si è occupata la squadra Mobile della Questura di Pescara. Nel corso delle indagini, sono stati individuati 30 appartamenti, di cui una decina solo a Pescara. Sono circa 20 invece le ragazze e i transessuali, di nazionalità albanese, rumena e sudamericana, di cui l'organizzazione favoriva e sfruttava la prostituzione. Agli indagati è stata sequestrata una postepay, intestata ad una terza persona, utilizzata per riscuotere i compensi dalle prostitute. —



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