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Nel cantiere del terremoto manca la sicurezza e gli operai sono irregolari

Nel cantiere del terremoto manca la sicurezza e gli operai sono irregolari

I carabinieri denunciano i due titolari delle aziende impegnate in via Marzabotto Una rischia la sospensione Maxi multe da 19mila euro

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NOVI. Erano andati quasi a colpo sicuro dopo aver raccolto informazioni univoche: in quel cantiere di via Marzabotto la situazione era ad alto rischio. E così i carabinieri della Compagnia di Carpi, insieme a quelli di Novi e al Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno voluto concretizzare la mole di lavoro sottotraccia fatto nelle ultime settimane di accertamenti. Un lavoro durato quasi 48 ore tra verifiche sul posto, controlli incrociati e analisi della documentazione. E alla fine il bilancio racconta di due imprenditori denunciati, di multe e sanzioni per oltre 19mila euro.

In via Marzabotto, a Rovereto, risulta lavorare l’impresa Costruzioni Oppido di Reggio, con i proprietari che possono godere di un contributo pubblico di quasi 1,4 milioni di euro. Perché quel cantiere fa parte dell’immensa mole della ricostruzione post terremoto. Il legale rappresentante della Oppido - Gaetano Oppido - è stato denunciato dai carabinieri per aver omesso i provvedimenti di primo soccorso e assistenza medica, per non aver dotato il cantiere di idonei servizi igienici, per non aver munito gli impalcati e i ponti di servizio di un robusto parapetto utile ad evitare la caduta nel vuoto, per aver eretto un castello di carico senza far redigere il progetto da un professionista abilitato e per aver omesso di redigere il piano di manutenzione uso e smontaggio del ponteggio e del castello di carico.

Nei guai è finito anche un imprenditore di Mirandola, tal Michele D’Ambra, 45enne originario del napoletano, titolare della D.M.. L’artigiano aveva al lavoro nel cantiere due operai irregolari. Si tratta di un tunisino 45enne, in Italia senza fissa dimora, pregiudicato e sprovvisto del permesso di soggiorno. La denuncia è scattata anche per aver omesso di sottoporre alla visita medica preventiva anche l’altro lavoratore edile occupato “in nero” a cui non era stata fornita un’adeguata formazione in materia di sicurezza ed informazioni sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro.

I carabinieri hanno quindi proposto la sospensione della ditta per aver impiegato due muratori irregolari sui tre che risultano occupati. Per evitare un fermo d’ufficio, il mirandolese dovrà provvedere alla regolarizzazione contributiva e burocratica dei dipendenti. —

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