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Ecco i dieci punti della Lega Stretta su Tari e polisportive

Luca Gardinale
Ecco i dieci punti della Lega Stretta su Tari e polisportive

Per arrivare a governare la città si punta anche su mobilità e patrimonio «Rivedere la gestione delle strutture sportive per razionalizzare i costi»

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Il concetto del “prima gli italiani” c’è, ma declinato in maniera più “soft” e più concreta, chiedendo una maggiore tutela per giovani coppie, famiglie e anziani sulle politiche sociali. E poi c’è tanto altro, dalle maratone nei quartieri per combattere il degrado alla revisione del contratto con Modena Parcheggi, dal taglio della Tari alla stretta su negozi etnici e gestione delle polisportive. Tante idee per dieci punti, che rappresentano le linee d’azione con le quali la Lega modenese punta a vincere le amministrative del 26 maggio e governare la città con il commercialista Stefano Prampolini. Nel programma del Carroccio - presentato sabato scorso al “212”, tra una foto con il campione del mondo Luca Toni e una stretta di mano con il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga - c’è ovviamente spazio per la sicurezza, cavallo di battaglia della Lega targata Salvini: «Serve un assessore in grado di coordinarsi adeguatamente con il comandante della municipale - si legge nel primo punto - mentre bisogna rafforzare la sinergia tra polizie locali e vigilanza privata». Sì, dunque, al vigile di prossimità, ma anche a piccole maratone ed eventi sportivi per far vivere i quartieri in difficoltà. Spostandosi sul fronte centro storico, il Carroccio vuole verificare tutti i permessi per la Ztl e rivedere il contratto con Modena Parcheggi. Tra le proposte del principale partito della coalizione di centrodestra c’è quella di raddoppiare il tempo della sosta gratuita per le piccole commissioni, attualmente fermo a 15 minuti. Passando al settore mobilità, la Lega chiede di rivedere il sistema dei passaggi a livello della linea Modena-Sassuolo e di rafforzare il progetto per rendere più sostenibili i percorsi casa-lavoro. Ma al centro del programma c’è anche il binomio cultura-turismo, per il quale la Lega ha in mente un brand “Made in Modena” per i prodotti al 100% locali, mentre per il sociale si chiede di fare maggiori controlli «per tagliare gli sprechi, calibrare l’erogazione dei sostegni e assistere le persone realmente in difficoltà. I bandi comunali - si legge ancora nel programma - devono agevolare anziani, giovani coppie, maternità, reinserimento lavorativo, persone con disabilità, famiglie monoparentali e persone sole». Tra le cose da cambiare, per il Carroccio, c’è anche l’ambiente, per il quale si punta alla chiusura delle Fonderie della Madonnina il prima possibile, alla riduzione del traffico veicolare, alla diminuzione della quantità di rifiuti bruciati dall’inceneritore, alla ridiscussione del contratto con Hera e al taglio della Tari». E se per l’urbanistica l’obiettivo è stoppare «la pianificazione dettata dalle esigenze dei poteri forti», l’idea è quella di fare «un esame realistico e documentato delle necessità abitative rispetto all’interesse generale, puntando sulla riqualificazione dell’esistente e sulla collaborazione con gli organi statali per la vendita e la riconversione dei beni demaniali». Quindi, una doppia stretta su commercio e sport: nel primo caso la Lega prevede di «intensificare i controlli sui negozi etnici e le attività gestite da stranieri, vista la loro tendenza a non rispettare gli orari e le norme sanitarie», mentre nel secondo si punta alla verifica «della gestione degli impianti comunali, con una ricognizione delle attività delle polisportive e una razionalizzazione delle strutture e dei costi». —



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