Gazzetta di Modena

Modena

gli organizzatori si difendono 

La replica sul caso Buk: «Penalizzati dal meteo»

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Francesco Zarzana, direttore di Buk, risponde alle accuse mosse nei suoi confronti da Massimo Casarini, presidente dell’associazione Editori Modenesi, per il flop della manifestazione. «Casarini - spiega Zarzana - ha glissato sulle precedenti edizioni e sulla credibilità acquisita da Buk presso la piccola e media editoria nazionale che prenota con mesi di anticipo. Così è avvenuto anche per Buk 2019, inclusa l’adesione tempestiva di Casarini». Problema delle quote: «Buk propone ai suoi espositori una quota in media con gli standard degli analoghi eventi di tutta Italia, e in taluni casi decisamente più bassa. Anche al Gala serale che quest’anno ospitava Paolo Mieli si accede gratuitamente. Per questo l’invito specifico non è arrivato a Casarini e agli altri editori ospiti: perché i cittadini modenesi e il pubblico di Buk erano tutti allo stesso titolo invitati, senza distinzione. Quanto alla «assoluta mancanza di promozione dell’evento», molto presente sui social e al quale ha dato invece ampio rilievo la stampa cittadina e nazionale ci sembra essere frutto di fantasia». C’è poi la querelle legata ai numeri delle presenze: «Arriviamo alle criticità di questa edizione, “abbinata” all’Abbazia di San Pietro parzialmente “open air”. Una scelta coraggiosa - spiega Zarzana - Le condizioni meteo sono state penalizzanti e per la prima volta Buk ha dovuto riorganizzare la proposta espositiva: non chiedevamo particolare tolleranza ma nemmeno ci aspettavamo una presa di posizione di tale aggressività. In ogni caso la riflessione sulla formula di Buk Fiera e Buk Festival è avviata da tempo, il futuro della manifestazione passa per un accesso selezionato dell’editoria partecipante. Nel frattempo annotiamo con orgoglio l’arrivo della Medaglia della Presidenza della Repubblica per Buk 2019». —



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