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La sclerosi multipla non ferma la corsa e il sorriso di Lorena

Stefania Piscitello
La sclerosi multipla non ferma la corsa e il sorriso di Lorena

La 26enne malata da sette anni ha fatto la mezza maratona di Genova «Un anno fa non riuscivo a muovermi. Lotto per chi soffre come me»

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Ammalarsi di sclerosi multipla a diciannove anni, affrontare le difficoltà e le insidie di una malattia degenerativa e arrivare, sette anni dopo, a correre la mezza maratona di Genova: questa la storia di Lorena Stefani, oggi 26enne, che domenica 14 aprile, da Sassuolo è andata nel capoluogo ligure per vincere contro la sclerosi.

«Mi sono ammalata all’inizio dell’ultimo anno di liceo – racconta Lorena con la medaglia ancora in mano - e la diagnosi è stata di sclerosi multipla recidivante remittente. Da allora è iniziato un iter progressivo che tuttora non si è fermato e che ha toccato l’apice il mese di maggio dell’anno scorso.» Un nemico, la sclerosi, che ha tentato di avvinghiarsi alle gambe di Lorena, che, però, non si è arresa: «Sogno di correre la maratona di New York da quando, a causa della malattia, ho dovuto abbandonare la mia squadra di calcetto. Correre dietro a un pallone era la mia più grande passione, così ho deciso di puntare su qualcos’altro: ho comprato un paio di scarpe e ho iniziato ad allenarmi. Mi sono successe una serie di disavventure in questi anni, il mese di maggio scorso non riuscivo quasi più a muovermi e ho iniziato un ciclo di fisioterapia che mi ha permesso di ricominciare a camminare. Dopo quattro mesi di fisioterapia ho ripreso a correre lungo il Secchia; cadevo, mi facevo male, ma la voglia di conquistare questa medaglia non andava via. Così, appena mi sono rimessa in forma, ho puntato a Genova, più vicina di New York.» Ventuno chilometri, da correre sul lungomare fino a Boccadasse nel tempo limite di tre ore: Lorena ha impiegato due ore e 40 minuti per terminare il percorso. E racconta ridendo: «Al traguardo le gambe erano stanchissime, così, quando mi hanno messo la medaglia al collo, mi sono sbilanciata a causa del suo peso e sono caduta addosso alla ragazza che me la stava consegnando; allora, l’ho abbracciata».

Tornata a casa, Lorena, dopo essersi rimessa in forma, ricomincerà a lavorare nel negozio di famiglia, ma non solo: ricomincerà anche la sua attività in Aism – Associazione italiana sclerosi multipla. Per la precisione, nella sezione Young di Modena da lei fondata nell’aprile 2017 insieme a Daria, una ragazza che come lei fa parte dell’associazione: sono una quindicina i giovani del gruppo, età media 25 anni, che si impegnano nel realizzare eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi.

«Siamo un bel gruppo – prosegue la ragazza – ma mi rattrista pensare che siamo sempre più numerosi.» “Lori” – così la chiamano gli amici – ha corso la maratona portando con sé due realtà che le stanno a cuore: ha infatti indossato una maglia con due loghi, quello di Aism e quello di Rotaract Club Sassuolo. Tra Aism Young e i giovani del Rotary, infatti, è recentemente iniziata una collaborazione: «Stiamo cercando di costruire qualcosa insieme, unendo le forze. Abbiamo in programma una “Walk” che si terrà a Sassuolo probabilmente verso fine settembre, e molti altri progetti.» E a chi si trova in una situazione simile alla sua, Lorena dice di non arrendersi: «Io non lo farò – conclude - e il mio prossimo obiettivo è la maratona dell’8 settembre a Bologna. E chissà, magari tra qualche anno sarò a correre a New York». —



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