La “Via degli Dei” si inchina al fananese Mauro Gambaiani
Il podista ha corso nel fango per 24 ore filate i 130 km da Bologna a Fiesole «Dedico l’impresa ai miei paesani». Sono arrivati solo la metà dei partenti
. «Una gara massacrante e piena di sacrifici come poche: la voglio dedicare ai fananesi per l'affetto che mi continuano sempre a dimostrare». Così Mauro Gambaiani a chiusura della sfida epica che l'ha visto protagonista nel weekend.
A 54 anni, il podista che ha superato le 400 maratone, si è cimentato venerdì e sabato con un'edizione da paura della Via degli Dèi. Un ultra-trail Bologna-Fiesole che già è proibitivo per i comuni mortali, dati i suoi 130 km di lunghezza e i 5.300 metri di dislivello. Ma che è diventato tremendo anche per chi ha un fisico bestiale per pioggia, nebbia e soprattutto fango a non finire: «In alcuni tratti in salita - dice - sembrava di tornare indietro». Di 360 partecipanti, tutti abituati a gare sfibranti di questo tipo, più di metà ha dovuto alzare bandiera bianca e ritirarsi. Non Gambaiani, che ha corso con la testa e col cuore, portando a casa un'altra impresa da incorniciare, correndo letteralmente una giornata intera.
Il via è stato alle 23 di venerdì a Bologna in piazza 8 Agosto, con passerella in via Indipendenza e poi su a San Luca e di seguito lungo il Reno, con tutto il saliscendi di collina e di montagna che conduce alla Toscana. Con un meteo assolutamente inclemente: «Ci siamo presi sette ore di pioggia continua – racconta – poi quando ci siamo alzati un pò in quota è arrivata una nebbia micidiale, che davvero non ci faceva vedere dove si mettevano i piedi, anche se avevamo tutti una torcia frontale. Mi son preso anch'io tante di quelle buche che hanno messo a dura prova la schiena, ma mi è andata bene: c'è stato chi si è girato la caviglia e chi si è anche rotto il ginocchio. Era una lotta continua per restare in piedi, cadute su cadute: in un tratto a quello che era davanti a me gli si è piantata una scarpa nel fango così tanto che gli si è sfilata. Si andava avanti solo a forza di volontà: era solo il volerlo fare a spingerti a sfidare tutto».
Una via infernale insomma, quando in condizioni normali ambiente e paesaggio sono divini, di qui il nome della gara. Solo negli ultimi 30 km si è trovato un po' di secco a condurre al traguardo. Mauro è arrivato nell'anfiteatro di Fiesole alle 23.30 di sabato (poi si è preso la macchina e ha fatto all'indietro i 130 km arrivando a Fanano alle 2), con 24 ore di corsa nelle gambe e un 81° posto davvero eccezionale nel contesto. Di qui il pensiero al suo paese: «Voglio dedicare questa impresa ai fananesi – sottolinea – a tutte le persone che quando mi vedono in allenamento per le strade mi dicono “Dài campione!”, “Viva il nostro gladiatore di montagna!” e mi spronano a non mollare, nonostante l'età. Io non ne ho la minima intenzione: penso già, tra un mese, alla Firenze-Faenza». Sempre sabato, da segnalare in una “costola” della Via degli Dèi, il Flaminia Militare Trail di 55 km, la vittoria del 39enne Giulio Piana. Un altro “iron man”, sempre di Fanano.
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