Gazzetta di Modena

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al convegno cgil 

Lotta allo smog «Basta auto, serve coraggio»

Andrea Burzacchini (Amo) «Dobbiamo rendere più facile l’utilizzo di altri mezzi Trasporto pubblico?  La nuova gara è necessaria»

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Nelle aree urbane della pianura padana, una delle zone con più smog in Europa, tuttora il 70 per cento degli spostamenti è segnato dalle auto private. «Servono scelte forti affinché sia più facile spostarsi con altri mezzi», spiega l’amministratore unico dell’Agenzia per la Mobilità di Modena Andrea Burzacchini.

Bene quindi avere più soluzioni, facendo attenzione alla mobilità smart (e agli incentivi che riceve): «Non bisogna illudersi che basti l’auto elettrica per risolvere i nostri problemi», prosegue Burzacchini, durante il suo intervento a un convegno che si è tenuto ieri nella sede Cgil e aperto dal segretario Filt Adriano Montorsi.

Burzacchini, confermato all’unanimità due giorni fa per altri tre anni dall’assemblea dei soci di Amo, sta lavorando al nuovo piano territoriale di area vasta e all’attesa gara per l’affidamento del servizio (il gestore Seta si sta preparando da un po’, la questione è impegnativa e contano i patrimoni aziendali).

«La gara è necessaria, dev’essere fatta. Siamo arrivati al quinto anno di proroga, la nuova procedura dovrebbe dare un futuro più stabile e innovativo al trasporto pubblico nella nostra area e quindi all’intera mobilità sostenibile», confida Burzacchini a margine dei lavori Cgil.

Il piano di mobilità di area vasta include tutti e tre i Pums locali (Piano urbano della mobilità sostenibile): quello di Modena adottato ad inizio aprile, ad esempio, prevede di trasferire dall’auto alla bici almeno l’8 per cento degli spostamenti quotidiani, per un risparmio di anidride carbonica fino a ottomila tonnellate all’anno.

Ecco la ricetta di Burzacchini, manager esperto di mobilità che si divide tra Modena e Friburgo, per uno scatto vero: «Serve coraggio, e già mi sembra ci sia. È necessario smettere di ragionare per categorie, “i pedoni”, “gli automobilisti”, “i ciclisti”, “i fruitori di mezzi pubblici”. Ognuno di noi è tutto questo, a seconda dei momenti. Bisogna far sì che una persona faccia più spostamenti sostenibili e meno in auto. Pensiamo anche ad una diversa conformazione delle strade, rispetto a come sono state immaginate per decenni: più spazio a pedoni e bici, corsie preferenziali per i bus, meno spazio ad auto private e parcheggi».

Coltivando intanto «un buon dialogo» con la Giunta di Modena, per la quale ai lavori Cgil partecipa l’assessore “verde” alla Mobilità Alessandra Filippi, l’amministratore di Amo invita quindi ad una riflessione sull’elettrico: «Bene l’auto elettrica, se possiamo “convertire” ogni mezzo che si sposta con i carburanti tradizionali è sicuramente un bene. E bene che nelle gare del trasporto pubblico siano previste quantità di mezzi elettrici, anche se gli incentivi non sono certo infiniti. Però - avvisa Burzacchini - non bisogna illudersi che basti spostarsi verso l’auto elettrica per risolvere i problemi. L’auto elettrica affronta il problema dell’inquinamento atmosferico localizzato: per le questioni fondamentali di uso dello spazio e di qualità della vita, il tempo che perdiamo in auto, cambia quindi ben poco». —

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