Manfredi dice addio: «Fondazione sana»
Due milioni di erogazioni all’anno, 90 di patrimonio, tanti eventi finanziati e ora prende forma l’immagine coordinata
Lo scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi lascia, al termine di sei anni da presidente, la Fondazione di Vignola. L’ente benefico che gestisce il patrimonio della vecchia Cassa di risparmio ha preso l’occasione del saluto del numero-1 per fare il punto della situazione e per presentare il nuovo progetto dell’immagine coordinata.
I PROGETTI
Manfredi e la sua vice Gloria Vignali hanno illustrato le collaborazioni e le principali iniziative di questi anni. In particolare si sono soffermati su “Sogno o son Deste” realizzazione con le fondazioni di Modena e Ferrara e la Bper: «Si tratta - spiegano - della ricomposizione virtuale degli antichi decori della Rocca di Vignola, letteralmente “messa in luce”, restituendo al grande pubblico la bellezza degli affreschi che ne ornavano le parti alte. La nostra iniziativa ora è nella short liste del Premio “cultura e impresa” di Federculture. Per noi non è un punto di arrivo ma di partenza, tanto che abbiamo anche lavorato sul territorio, promuovendo lo sviluppo culturale, sociale ed economico di Vignola, Spilamberto, Marano e Savignano».
Tra le altre iniziative: il Polo culturale bibliotecario, il nuova Polo archivistico, la ristrutturazione della ex chiesa di Santa Maria degli Angeli a Spilamberto che diverrà Casa della cultura e delle arti. E la fondazione ha anche finanziato l’ormai notissimo Poesia Festival, Etra Festival, le stagioni del teatro Fabbri di Vignola.
LE CIFRE
I vertici non hanno fornito alcune cifra, parlando genericamente di gestione del patrimonio che vale oggi poco meno di 90 milioni. Sul sito sono disponibili i bilanci fino al 31 dicembre 2017. Le erogazioni per ricerca, welfare, cultura sono ora sotto i due milioni l’anno e molto va per gestire l’importante centro archivistico e gli edifici storici di proprietà.
IMMAGINE COORDINATA
La nuova corporate identity dell’ente, messa a punto ed elaborata in collaborazione con l’agenzia di comunicazione di Firenze “Ross&Thomas” è firmata da Tommaso Curcio. «Abbiamo predisposto anche il nuovo sito internet e un video promozionale dedicato alla rinnovata immagine accostata alla Rocca di Vignola e alla sua storia - spiega - Abbiamo ragionato sui tre anelli diamantati e raccontato la Fondazione come una famiglia una identità unica declinata nelle sue varianti nei colori grigio, antracite e azzurro».
Il FRATELLO
Lo scrittore ieri ha infine accennato alla storica Villa Trenti in via San Francesco, riaperta nel 2017 dopo un recupero firmato dall’architetto Marco Fontana. Anche questo edificio del 1924-25, che oggi ospita la biblioteca Civica, è della Fondazione vignolese ed è uno dei luoghi culturali più frequentati nell’Unione. È contornata da un parco di 6mila metri quadrati del quale si occupano i ragazzi dello Spallanzani insieme al fratello dello stesso Manfredi: «Come fondazione - spiega lo scrittore - abbiamo chiamato mio fratello perché è un vero esperto. Lui è uno che si indigna se si tratta male il verde, accarezza le foglie e si fa aiutare dagli alunni che così si sporcano le mani di terra. Non è nepotismo, infatti non è mio nipote…».
Tra pochi giorni le nuove nomine in Fondazione, su cui c’è curiosità visto che sei anni fa la situazione politica cittadina era molto differente. —
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