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le interviste/2 

Scheckter, Tambay e Merzario: «Qui è come fossimo in pista»

Enrico Ballotti

Johanna Villenueve: «Sono venuta dal Canada  per riabbracciare una famiglia Seguo la Ferrari e faccio il tifo per le rosse davanti alla tv»

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La signora Brenda Vernor è un pezzo di storia della Ferrari. La segretaria del Drake, un’istituzione, attende tutti gli invitati fuori dal locale. «Il “vecchio” mi disse che devo fare come la scimmia: non vedo, non sento e non parlo. A parte gli scherzi: stasera mi sento a casa. Ho rivisto volentieri tutti i miei ragazzi, i piloti che con me sono cresciuti. Cosa avrebbe detto Enzo di questo evento? Siete tutti matti». Brenda segue la F1, ma preferisce il motomondiale: «Almeno non mi addormento. Voglio però sottolineare che Raikkonen è il mio pilota preferito. Ho detto a Piero: “Avete mandato via il pilota sbagliato…”». A proposito di piloti, ecco gli ospiti più ricercati della serata: Patrick Tambay, Jody Scheckter e, con tanto di cappello da cowboy, Arturo Merzario. Inizia proprio Merzario: «Di questa serata se ne riparlerà…». Poi tocca a Scheckter: «E’ incredibile essere qui. Sono ormai un vecchio contadino, ma a Maranello mi sento a casa. Penso a Lello e immagino già tortellini e tortelloni alla panna. La Ferrari? Mi piace Leclerc, sono gli ordini di Scuderia che non mi sono piaciuti». Quindi, per chiudere il cerchio, tocca a Tambay: «C’è un ambiente davvero eccezionale, mi sembra di essere ancora un pilota nonostante qualche chilo in più. Mi ricordavo una Maranello diversa, più piccola. Ora è una città a tutti gli effetti. Si respira ugualmente il clima Ferrari, su questo non ci sono dubbi». Un posto speciale nei cuori di tutti è riservato per Johanna Villeneuve, la moglie dell’indimenticato Gilles: «Questa è sempre stata una famiglia e anche stasera mi sento, appunto, in famiglia. Volevo esserci per ritrovare tanta gente che non ho mai dimenticato. Anche oggi continuo a seguire la Formula 1, mi sveglio alla mattina e dal mio Canada mi collego in televisione. Sono sempre stata tifosa della Ferrari tranne che per un periodo. Quale? Ovviamente quando mio figlio Jacques correva con la Williams… (sorride, ndr)». Per chiudere, ultimo ma non ultimo. Lui: Lello Apicella: «Sto ancora tremando, giuro che è così. L’organizzazione non è stata semplice, ma ora sono soddisfatto. Ringrazio tutti i presenti: Forghieri, Ferrari, gli amici piloti e tutti quanti sono qui allo Smeraldo». —



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