Venerdì Santo, tutto il paese si mobilita per la Triennale
Tutto un paese mobilitato per la Triennale del Venerdì Santo, con la solenne processione lungo il percorso verde, con sosta presso le ricostruzioni dei momenti fondamentali della Passione di Cristo.
«Si vive un’atmosfera unica nel cuore del paese - dice il sindaco Muzzarelli - per un evento dove ognuno fa con serietà la sua parte. I preparativi di questa settimana sono belli da vedere, come la straordinaria sfilata serale, venerdì alle 21. C’è tanta attenzione e partecipazione da parte di tutti».
La manifestazione si svolge nella parte antica del paese, dalla chiesa di San Silvestro al Poggiolo, con un percorso di suggestivi addobbi, tra colonnine rivestite di bosso unite da cordoni, anch’essi della stessa pianta ornamentale, sui due lati delle strade e delle piazze. Ma sono le otto contrade a conferire note caratteristiche ai luoghi, come la Cripta verde nel tratto di via antistante Palazzo Pollacci: nella “grotta”, venerdì alle 15, viene esposto il simulacro di Gesù Morto a grandezza naturale, conservato durante l’anno nella Cappella Fogliani. Alle 21 la processione con Cristo Morto attraverserà le contrade, con pause di meditazione all’Orto dei Getsemani del Poggiolo e al Calvario della Piazzetta, dove su un rilievo di muschio ci sono tre croci, da cui pendono altrettanti teli. La processione si conclude con il rientro al sagrato della chiesa parrocchiale con la solenne del sacerdote al popolo.
L’evento religioso, di intensa devozione e solennità, acquista anche una singolare spettacolarità per la partecipazione delle Confraternite (della Beata Vergine del Rosario, di San Giovanni Decollato, del Santissimo Sacramento, e della Pia Unione dell’Addolorata, formata da sole donne) nei tradizionali costumi, con i simboli distintivi per ognuno.
«È dal Medio Evo che a Fanano – sostiene Maurizio Foli, presidente del Comitato organizzatore - è ricordata la Passione di Cristo. Prima la manifestazione si svolgeva vicino alla Cattedrale, con processione e simulacri per scongiurare carestie, epidemie. Da 500 anni è cambiato il rito, il percorso di religiosità, che i figli portano avanti nella tradizione dei padri. Si impiega il bosso perché è la pianta del lutto. La manifestazione avviene ogni tre anni, in quanto il bosso cresce a rilento. Abbiamo fatto ricorso anche a quello del bolognese e della Toscana».
«I preparativi impegnano anche i bambini delle scuole, e si stabilisce – evidenziano Riccardo Pellati e Pier Luigi Perfetti delle Confraternite - un clima di simpatia e di amicizia anche tra persone che si conoscono poco». —
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