Il “cuoco che odia le donne” va davanti al giudice
Per Esposito fissata l’udienza preliminare per omicidio, occultamento di cadavere, violenza sessuale e tentato rapimento
Raffaele Esposito, il cuoco di Savignano accusato di una serie di gravissimi crimini a sfondo sessuale, comparirà davanti al giudice per l’udienza preliminare fissata per il 18 luglio, difeso dall’avvocato Caterina Morandi. Per lui, come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pm Marco Imperato e Claudia Natalini, accuse pensanti come macigni: tentata violenza sessuale, omicidio e occultamento di cadavere, tentato sequestro di persona con sostituzione di persona (per sembrare credibile si era spacciatore per carabiniere). La difesa valuterà la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato. Rischia una pena elevatissima.
Le indagini sono quindi concluse. Come riportato in sintesi nei capi di imputazione, la ricostruzione della Procura e dei carabinieri resta la stessa: tre episodi di violenze e brutalità contro giovani donne in una stretta sequenza temporale (dieci giorni) ad opera di un unico autore: un cuoco insospettabile che lavorava in un elegante agriturismo a Savignano e abitava in paese con la compagna, la loro bambina piccola e le due figlie di lei, una adolescente e una maggiorenne. Un professionista dei fornelli che, secondo l’accusa, ha portato alla luce pulsioni omicide con modalità efferate. Come noto, il primo caso (in realtà il secondo, cronologicamente) è stato l’omicidio della prostituta rumena - Nicoleta Neata Vasilica, 31 anni - caricata in auto da Esposito una notte di fine agosto vicino a San Cataldo, strangolata e poi portata in uno spiazzo per scambisti e giri equivoci e infine data alle fiamme su una catasta di legname, pneumatici e libri di scuola della sua figlioccia (l’elemento che lo tradirà). Da questo delitto, ricostruito grazie anche a una brillante intuizione del prof. Enrico Silingardi della Medicina Legale (nel corpo carbonizzato e irriconoscibile c’era una vite ortopedica rarissima, una delle poche impiantate in Italia), i carabinieri sono arrivati a identificare la vittima e poi il cliente indiziato per l’assassinio scoprendo che era la stessa persona che poco tempo prima era stata accusata di aver aggredito e poi tentato di stuprare in un garage di Zocca la ex vicina di casa della sua compagna. E sempre la stessa persona che pochi giorni dopo il delitto è stata descritta da una giovane straniera ai carabinieri di Savignano: aveva raccontato di essere sfuggita a un tentativo di rapimento in mezzo alla strada da parte di un uomo; un racconto strano ma vero, confermato in pieno dalle immagini di una telecamera. —
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