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la mostra 

L’omaggio di Pavullo ad “Armando” capo partigiano e storico sindaco

Daniele Montanari

Folla al taglio del nastro nella sala del Palazzo Ducale Il sindaco: «Il futuro si costruisce con una grande memoria»

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La cittadina ha ancora “Armando nel cuore” come da titolo del ciclo di eventi in occasione del trentennale dalla morte del celebre comandante partigiano. L'inaugurazione della mostra a lui dedicata nelle gallerie di Palazzo Ducale è stata salutata ieri da un'ampissima partecipazione: dall'Anpi che ha commissionato le iniziative in memoria (il presidente provinciale Lucio Ferrari e quello di Pavullo Giorgio Melchiorri) alla consigliera regionale Luciana Serri, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il sindaco Luciano Biolchini, gli ex Romano Canovi e Giuliano Romani, consiglieri comunali e tanti cittadini tra cui diversi studenti delle scuole. Un'ottantina di persone, che hanno dimostrato di apprezzare molto il lavoro fatto da Daniel Degli Esposti (curatore), Luca Maria Caffaro (ideatore e direttore editoriale), Elisabetta Tagliazucchi (direttore artistico) e Martina Pattuzzi (allestimento). Una quarantina di pannelli che con l'ausilio di splendide immagini d'epoca raccontano la vita (1908-1989) di Mario Ricci, alias comandante Armando (medaglia d'oro al valor militare), dividendola in tre grandi fasi: la formazione (1908-43), la lotta nella Resistenza (1943-45) e l'impegno politico (1945-89) come sindaco (1945-60) e deputato (1948-58) tra le fila del Pci.

«Un uomo che scelse di far finire la guerra in tutti i suoi aspetti – ha sottolineato Degli Esposti – facendo di tutto per convertire le tensioni che covavano dopo il '45 in energia positiva per la ricostruzione materiale e istituzionale del paese, impegnandosi da sindaco con uno stile non molto diverso da quello del comandante partigiano. Un uomo deciso, a cui anche gli avversari riconoscevano che non si tirava mai indietro, che parlava in dialetto anche con la Prefettura o mettendo nel suo italiano incerto parole francesi e spagnole». Perché appena adulto (con solo la terza elementare) dal Frignano povero emigrò in Corsica cercando lavoro come taglialegna, e quindi in Francia dove aderì al Partito comunista. E da lì nella Spagna della guerra civile, che gli costò l'esilio a Ventotene. Dove lo colse la caduta del fascismo e quindi l'impegno partigiano. «Un uomo pieno di valori, cresciuto a democrazia e libertà, che erano il suo pane – ha sottolineato la consigliera Serri – è importante farne rivivere il ricordo coinvolgendo le giovani generazioni, che danno per scontati certi valori».

«Per costruire un grande futuro serve prima una grande memoria del passato» ha richiamato Biolchini. «Le iniziative dedicate ad Armando continueranno fino a settembre – ha chiosato Ferrari – ma questa è senz'altro la più importante». La mostra “Armando, dal mito alla storia” resterà fino al 2 giugno, sempre a ingresso libero (aperta tutte le mattine dalle 9 alle 12.30, tranne il martedì e la domenica, quando è dalle 16 alle 19; previste anche altre aperture pomeridiane: info allo 0536.29022).

L'allestimento è impreziosito da un nuovissimo dipinto dedicato ad Armando da Franco Ori (che ha messo a disposizione anche altri quadri), un acrilico su tela finito solo quattro giorni fa. Sul tavoli sculture concesse da Vasco Montecchi. —



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