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La direttiva Salvini fa infuriare Muzzarelli Scontro di numeri tra Modena e Viminale

Giovanni Balugani
La direttiva Salvini fa infuriare Muzzarelli Scontro di numeri tra Modena e Viminale

Più potere ai prefetti per la lotta al degrado urbano. Il sindaco: «Ha voglia di comandare. Noi applichiamo già il daspo»

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«Ho firmato una direttiva a tutti i prefetti d’Italia: guerra totale al degrado urbano, a spacciatori e balordi!», scriveva Matteo Salvini su Facebook ieri mattina.

Il ministro dell’Interno, come d’abitudine, si affida ai suoi canali social per annunciare un provvedimento in materia di sicurezza che ha scatenato la reazione veemente di molti sindaci, compreso quella di Gian Carlo Muzzarelli. In sostanza Salvini chiede l’adozione da parte dei prefetti di «strumenti di natura straordinaria, contingibile ed urgente» per combattere il degrado urbano. Invitando così i prefetti a scavalcare i sindaci nell’emanazione dei daspo urbani.

Immediate le reazioni. Per Giuseppe Sala (Milano), ad esempio, la direttiva di Salvini è «tra l’inutile e l’autolesionista: sono quegli atti muscolari della campagna elettorale che non aggiungono nulla, al limite tolgono, anche perché sindaci e prefetti collaborano già».

Ancora più accesa la risposta di Muzzarelli, che bacchetta Salvini («ha una voglia matta e pericolosa di comandare») e definisce la direttiva «un’inaccettabile invasione di campo in termini di principio, ma all’effetto pratico è solo l’ennesima mossa di propaganda elettorale». Il sindaco poi, ricordando che a Modena sono già stati applicati 221 daspo urbani, stuzzica il vicepremier: «Invece di fare il mestiere degli altri, sarebbe ora che Salvini facesse il suo e cioè: soldi ai Comuni per la rigenerazione urbana e personale ai carabinieri e alla polizia per rispondere alla domanda di legalità e sicurezza. Con i fatti, non con gli annunci, che ormai stanno stancando». Lo scontro a quel punto vira sui numeri: «Rassicuriamo il sindaco - replica Salvini con una nota del Viminale - In pochi mesi Modena ha ottenuto poliziotti e carabinieri in più, i Comuni modenesi hanno ricevuto 369.581,69 euro per gli impianti di videosorveglianza, la Provincia ha avuto 3,48 milioni per la manutenzione di scuole e strade e i Comuni sotto i 20mila abitanti hanno ottenuto 2,75 milioni. A questo si aggiungono i nuovi strumenti operativi previsti nel Decreto Sicurezza».

Dati che non convincono Piazza Grande, che a stretto giro di posta controreplica: «Il personale delle forze dell’ordine e le telecamere erano già stati previsti e finanziati dal Governo Gentiloni, quindi Salvini si attribuisce meriti non suoi e purtroppo le carenze di organico rimangono. Inoltre il decreto sicurezza noi lo abbiamo già applicato dal 2017 e non abbiamo atteso le misure del nuovo Governo. Infine è appena il caso di osservare che i finanziamenti ai Comuni sono circa 6 milioni per 47 enti, quando per il solo Comune di Modena ne servirebbero altri otto o dieci l’anno. Meno propaganda e più risorse, grazie».

Nella polemica Roma-Modena, si inserisce anche il Movimento Cinquestelle confermando i dati del Viminale e Stefano Bellei della lista civica Modena Ora: «La direttiva di Salvini mina il concetto stesso di democrazia elettiva e rappresenta un precedente pericoloso». —



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