Lite per salire sull’autobus: giovane accoltellato tra la gente
Uno scambio di offese alla fermata degenera in una violenta aggressione La polizia rincorre il feritore e lo prende in centro. La vittima portata in ospedale
Il giovane cameriere scende dal bus e nella folla resta fermo sugli scalini. Davanti a lui si trova un giovane in attesa di salire che si spazientisce in un attimo. Gli dice qualcosa di offensivo, il cameriere risponde, l’altro replica, il cameriere si impunta e resta lì a chiudergli il passaggio. L’altro, non riuscendo a salire, si infuria. E appena il cameriere scende accanto alla pensilina in mezzo la viavai della gente compare lo stesso giovane con il quale aveva appena litigato. Gli si mette accanto e poi gli pianta due coltellate al fianco sinistro. Il sangue esce copioso in mezzo alla gente. L’aggredito si accascia. Qualcuno fa cenno alla pattuglia della polizia che si trova nei paraggi e gli agenti della Squadra volante vedono l’accoltellatore che fugge dietro al Teatro Storchi. È accaduto l’altro pomeriggio verso le 17.30 in mezzo a largo Garibaldi, dove si trova la fermata del bus, in un’ora di punta per i viaggiatori.
La Squadra volante, già in zona, è arrivata in pochi secondi dopo l’accoltellamento. Visto il sangue in terra, chiamato il 118 e notato il fuggitivo, è nato un inseguimento a piedi per la zona del Parco Pertini: prima sul lato di viale Fabrizi poi su quello di viale Martiri e infine per il centro fino a corso Adriano dove l’aggressore ha trovato rifugio in un negozio di alimentari etnico (estraneo a questa vicenda). Lì gli agenti lo hanno braccato e ammanettato. Ma era senza il coltello: l’aveva gettato via strada facendo.
Portato in Questura, è stato identificato. Si tratta di un volto noto alle forze dell’ordine: B.N.E., un tunisino di 20 anni con tanti precedenti per droga, rapina e altri reati, formalmente clandestino ma sposato con una italiana dalla quale ha appena avuto un figlio e quindi in attesa di risposta per un permesso di soggiorno. È comparso ieri mattina davanti al giudice che ha convalidato il suo arresto disponendo per lui l’obbligo di firma e fissando il processo al 15 maggio. Le condizioni dell’accoltellato, un 23enne colombiano residente a Carpi, cameriere in un ristorante in città, erano abbastanza gravi: le due coltellate hanno sfiorato un rene ferendolo seriamente: portato al pronto soccorso è stato medicato e giudicato guaribile in 14 giorni. Tutto questo per una precedenza sul bus. —
C.G.
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