Lo sport integrato ha conquistato gli studenti del “Paradisi”
Diciotto componenti della “carovana” che attraversa la penisola hanno dimostrato come in campo le differenze tra abili e disabili si annullino
La “Carovana dello sport integrato” ha fatto tappa a Vignola in una palestra affollata di gente.
A giungere in città sono stati infatti i diciotto membri dei uno degli equipaggi della «carovana che - come spiega Valentina Caggio, coordinatrice regionale del progetto - è un viaggio, partito già tanto tempo fa e speriamo abbia un lunghissimo futuro». Un viaggio che sta attraversando lo stivale e raggiunge una città per regione, per un progetto che vuole diffondere un modo di intendere lo sport in cui abili e disabili, donne e uomini, giovani e anziani possono condividere il campo senza distinzioni. Non una toccata e fuga in quel di Vignola, ma un progetto che è stato costruito nel tempo con i ragazzi della 3C del liceo scientifico Paradisi, che grazie all’alternanza scuola-lavoro hanno potuto vivere un percorso fatto di esercitazioni pratiche ed esperienze teoriche, come per la stesura della carta dei valori dello sport integrato. «I ragazzi hanno elaborato una lista di valori che loro pensano possa diventare non soltanto la carta dello sport integrato, perché è formata dalla voglia dello stare insieme. – spiega ancora Valentina Caggio - Il rispetto, l’ascolto, le pari opportunità, il gioco di squadra, il divertimento ne sono esempi. La carta dei valori è stata creata da ogni classe delle città che hanno partecipato al progetto, ne è stata fatta una sintesi e questa carta sta viaggiando in tutt’Italia, dove viene firmata tappa dopo tappa. Verrà poi portata al presidente Mattarella, che ha già dato una medaglia di riconoscimento al valore, così come ha fatto anche il presidente delle regione Bonaccini, che ha riconosciuto il valore di questo grande progetto». Un’esperienza che è stata vissuta con molto entusiamo dagli studenti, come racconta ad esempio Chiara: «L’esperienza della carovana dello sport integrato è stata per noi una vera e propria crescita come persone, perché oltre ad essere un gioco, porta con sé tanti valori e tanta iniziativa. Le regole, ad esempio, rendono le differenze tra le persone pari a zero. Abbiamo imparato che il diverso è bello e che questo diverso quasi non esiste perché alla fine noi tutti siamo accumunati dalla voglia di essere felici e di divertirci». Della stessa idea anche la sua compagna Elena, che commenta: «All’inizio del progetto non capivamo neanche bene le fasi, perché ci hanno fatto fare giochi che ci hanno lasciati incerti su come sarebbe proseguito il tutto. Man mano abbiamo poi scoperto che avevano un secondo fine, tra cui l’integrità, lo stare insieme, il gioco di squadra. Vedere persone che all’apparenza hanno più difficoltà di altre che giocano e sorridono ti scalda il cuore”.
Particolare il contributo di Filippo, che ha ricevuto un riconoscimento per aver ideato un’equazione basata sulle regole dello sport integrato: «Con questa equazione, che prende in considerazione il numero di ruolo del giocatore, è possibile determinare un determinato coefficiente con il quale si può identificare qualsiasi giocatore. Partendo da questi dati, facendo la differenza tra i vari giocatori si vede che i risultati sono numeri tendenti a 0. Ho quindi dimostrato come nello sport integrato le differenze tra giocatori siano nulle. Posso dire che sia stata un’esperienza bellissima, sia per me che per la classe, un’esperienza che fa maturare sia il singolo che il gruppo». —
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