Luciana Turina la vera star «Ma io voglio solo i tortellini»
L’attrice in scena interpreta una cartomante in Calle di Luca e si innamora del vinaio Bardelli: «Va bene recitare ma preferisco la vostra cucina...»
«Vi ringrazio tutti per la bella accoglienza, ma ora andiamo a mangiare gli anolini o come dite voi i tortellini?».
Autoironica e vera star della serata al cinema Victoria Luciana Turina, dopo essere apparsa sulle scene del film su Modena, ha raccolto gli applausi della sala.
Sala che quasi “viene giù” per l’attrice che nel corso della carriera ha recitato in una trentina di pellicole e ancora oggi è un nome che tanti ricordano. Il regista Orazio Giannone, nato a Correggio e fioranese di adozione, non l’ha risparmiata e lei è stata al gioco: «Il suo - spiega Giannone - è stato uno dei fuoriscena più divertenti perché alla fine si è anche innamorata sul serio, di Alessio Bardelli che recitava con lei. Il giorno che è venuta a Modena, da buona forchetta qual è, ha voluto anche assaggiare tutte le leccornie sotto la Ghirlandina. Nel pomeriggio siamo andati sul set, dove abbiamo ripassato la parte e poi abbiamo girato dopo una lunghissima preparazione di trucco e abito».
Nessuna improvvisazione nonostante, a parte appunto la Turina, non ci fossero attori professionisti. La parte finale dell’opera di Giannone comprende alcuni dei numerosi errori che i 32 personaggi hanno allegramente infilato durante le registrazioni.
«Si vede - continua il regista reggiano - un Bardelli emozionatissimo e concentrato, “succube” delle vere e proprie avance di Luciana».
Ma nei giorni di “girato” Orazio ha avuto il suo bel daffare: «Non farò nomi nemmeno sotto tortura - dice - ma sono successi tanti episodi divertenti immortalati nelle 30 ore di filmati che poi ho trasformato in 45 minuti di film. Qualcuno è arrivato sul set senza voce. Per un ‘attore’ non è proprio il massimo, mentre qualcun altro immaginava scene lunghissimo che però ho dovuto tagliare. Abbiamo anche riso tantissimo, ma la più divertente non la sa ancora nessuno: una scena l’ho girata sei volte, tutte e sei senza accendere la telecamera. Quindi non esiste, per fortuna non se n’è accorto nessuno».
Il regista emiliano - vissuto in via Munari a Correggio, la stessa dove abitavano Ligabue e Andrea Griminelli - ricorda infine le motivazioni benefiche alla base del film: «Tutto il ricavato va alla associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro di Modena. Ho deciso di devolvere il ricavato del film e di tre libri che ho scritto su Modena alla Serra perché lo scorso anno purtroppo per motivi famigliari ho conosciuto il loro lavoro e quello del Com del Policlinico. Con i proventi l’associazione ha aperto un atelier al piano terra del Com dove gli operatori insegnano a truccare chi ha bisogno. Ci sono anche parrucche a disposizione perché qualcuno ha bisogno di avere un aiuto».
S.L.
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