Gazzetta di Modena

Modena

la processione  

Un lungo corteo di fedeli s’inchina al Sacro Tronco

Elena Cuoghi

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Con l’arrivo della Pasqua è iniziata anche la settimana Santa. Si è rinnovata anche quest’anno nel giorno del Giovedì Santo, la tradizionale processione del Sacro Tronco. Sassuolo, infatti, oltre a rispettare le usanze dei singoli giorni, come per esempio la via Crucis del Venerdì, vanta una particolare abitudine cristiana, unica nel suo genere.

Dopo una giornata tra “Tira e molla”, le caramelle al miele della tradizione della Rocca, e la visita delle sette chiese, con il calare della sera un vasto corteo composto da cittadini, fedeli, rappresentanti della chiesa e del Comune, si è fatto strada tra le principali vie del centro dalla piccola chiesa di San Francesco in Rocca nel piazzale Della Rosa, per omaggiare il Santo Tronco.

Il crocefisso, custodito in questa antica chiesa, non è altro che una reliquia sacra ritrovata in Turchia e in seguito portata dai Pio a Sassuolo nel 1500. La manifestazione è una celebrazione imperdibile per i sassolesi che in questa speciale serata hanno formato un compatto gruppo, animato dalle voci del coro delle nove e mezza della parrocchia di San Giorgio. Un clima mistico quello che si è creato attorno alla processione dove ogni differenza si è come azzerata: fedeli e anche atei insieme, avvicinati dal crocifisso.

Il modesto giro si è concluso di nuovo nel piazzale, ai piedi del maestoso palazzo Ducale: è stato proprio lì, dal balcone, che la folla ha potuto ricevere la benedizione pasquale. A guidare la manifestazione una figura cardine della chiesa cittadina, don Giovanni Rossi, e con lui a seguire diversi parroci appartenenti a differenti parrocchie. Presente anche il vescovo e Alberto Bellei, rettore della arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, istituita da Marco III Pio nel 1588.

«Il Sacro Tronco - ha spiegato don Rossi - è un immagine che rappresenta la croce di Cristo alla quale i sassolesi sono molto legati. È un luogo di preghiera e di devozione a cui chiedere delle grazie. Il significato è quello di vivere un momento di riflessione sul dono grande che il Padre ci ha fatto che è appunto il suo unico figlio che è morto per noi. Le meditazioni di stasera sono state offerte da alcune famiglie che hanno scelto dei testi, dando poi il proprio contributo per far scattare un momento di riflessione. Tutti i presenti sono fedeli attivi che hanno dato alla celebrazione il proprio contributo». —





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