Gazzetta di Modena

Modena

sentenza definitiva 

Intascava i soldi dei ticket: dipendente Ausl in carcere

S.TO
Intascava i soldi dei ticket: dipendente Ausl in carcere

In otto mesi si era appropriato di circa 50mila euro. Sconterà una pena di 2 anni L’uomo aveva ammesso: «L’ho fatto per aiutare mia figlia rimasta senza lavoro» 

2 MINUTI DI LETTURA





Si era intascato gli importi dei ticket per le prestazioni sanitarie, raggiungendo la considerevole cifra di circa 50mila euro, in soli otto mesi, da settembre 2005 alla primavera del 2006.

Venne scoperto ed accusato di peculato: il dipendente pubblico, che all'epoca dei fatti aveva una cinquantina d’anni, aveva ammesso il fatto, si era giustificato dicendo di essere stato spinto dalla necessità perché voleva aiutare sua figlia, rimasta improvvisamente disoccupata.

Ora la polizia lo ha arrestato, in base al provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena.

Ad eseguire l’ordine è stata la squadra catturandi della questura, che ha rintracciato il dipendente dell’Ausl modenese nella propria abitazione: in base a quanto riferito dalla polizia stessa, i giudici della Cassazione hanno applicato all’uomo la condanna alla pena residua di due anni e dieci giorni di reclusione che ora sconterà presso il carcere di Sant’Anna: sentenza definitiva.

L’uomo all'epoca dei fatti lavorava allo sportello ticket dell'ospedale Estense in viale Vittorio Veneto.

Secondo l'accusa nel giro di otto mesi, d in più riprese, avrebbe sottratto dalle buste in plastica depositate in cassaforte e contenenti gli incassi giornalieri, una cifra che dopo le varie ispezioni contabili è stata quantificata in circa 50mila euro.

A scoprire gli ammanchi, una dipendente che sostituiva l'impiegato, assente perché si era recato in vacanza. In cassaforte vennero trovato due buste di plastica che contenevano denaro da versare in banca.

Entrambe le buste che dovevano contenere oltre 19mila euro, incasso dei ticket dell'ultimo mese, erano state tagliate, probabilmente con una lametta o con un cutter e i soldi sfilati.

Da qua la segnalazione agli organi di vigilanza Ausl che controllando i registri hanno rilevato l'esatta contabilizzazione delle cifre, ma non la stessa corrispondenza nei versamenti bancari.

Al rientro dalle ferie l'impiegato, vistosi scoperto, ha ammesso le proprie responsabilità, giustificandole con la necessità di aiutare la figlia. «Era rimasta senza lavoro e dovevo darle una mano», aveva spiegato agli inquirenti. L’altro giorno, quando gli agenti sono venuti per arrestarlo, l’uomo dinanzi agli investigatori ha ribadito lo stato di necessità che l’aveva costretto alla commissione del reato, sostenendo di aver risarcito tutte le vittime.

Uno dei provvedimenti a cui era stato sin da subito sottoposto l’impiegato da parte dell’Ausl, oltre a quello dello spostamento da quegli uffici e da quelle mansioni, era stata una decurtazione di duecento euro dalla busta paga —

S.TO

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google