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il consigliere critico 

Patto tra sindaci per l’energia Zanoli: «Manca concretezza»

Eleonora Alboresi
Patto tra sindaci per l’energia Zanoli: «Manca concretezza»

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Anche Sassuolo è con il Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia. Il punto, che avrebbe dovuto essere discusso durante il Consiglio comunale di marzo, è rimasto in sospeso a causa dell’interruzione della seduta, richiesta dai consiglieri dopo lo scocco della mezzanotte. Cos’è quindi nello specifico il Patto e quali sono i suoi obiettivi finali? «Il Patto dei Sindaci – si legge nella descrizione – è il più grande movimento, su scala mondiale, delle città per le azioni a favore del clima e dell’energia».

L’iniziativa è stata lanciata in Europa nel 2008 ed è diventata globale dal 2017, e riunisce oggi oltre 7mila enti locali e regionali in ben 57 Paesi. Tra gli obiettivi dei firmatari, la riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030 e l’adozione di un approccio comune per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. A voler fare un commento su questo punto mai affrontato era il quasi ex consigliere del Gruppo Misto Antonio Zanoli, secondo cui «i protocolli come questo nascono sulla spinta emotiva legata ai primi momenti in cui la comunità internazionale ha provato a farsi carico del problema emissioni, inquinamento e conseguenti cambiamenti climatici».

Il problema, a detta di Zanoli, è che, nonostante gli alti ideali e le apparenti solide basi su cui si basano questi trattati, dal protocollo di Kyoto agli accordi di Parigi, la loro ricaduta pratica risulta insufficiente, con gli standard prefissati che non si riescono a mantenere. Perché dunque aderire e continuare a parlarne, se poi non ci si impegna per seguire e mantenere le linee guida necessarie a raggiungere gli obiettivi posti? «Nel nostro caso specifico - ha proseguito Zanoli - tutto ciò appare abbastanza evidente quanto la questione, fin dai primi tempi e quindi quando il Comune era amministrato dalla Giunta di centrodestra, fosse presa sottogamba. Basta affacciarsi per strada e fare un bel respirone a pieni polmoni per accorgersi che praticamente nulla di quanto strumentalmente dichiarato è mai stato fatto da nessuno di coloro che ci ha amministrato». L’accusa che il consigliere lancia all’amministrazione sassolese è quella di dimostrare un interessamento sulla questione che in realtà non c’è e di voler mettere un cerotto dove servirebbe un gesso. «Portare nei consigli - ha concluso Zanoli - questo tipo di documenti sulla carta positivi, ma nei fatti inadeguati è a mio avviso un’evidente ammissione da parte delle amministrazioni coinvolte di non aver recepito il problema in modo corretto». —

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