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Sassuolo omaggia Levoni “il primo a liberare la città”

Alfonso Scibona
Sassuolo omaggia Levoni “il primo a liberare la città”

L’evento alla lapide commemorativa nel 74esimo anniversario del 25 aprile Il sindaco Pistoni: «Ringrazio Romano per la sua caparbiertà, tenacia e passione»

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«Sono stato il primo a varcare la linea gotica e a entrare a Sassuolo il 23 aprile 1945, partito da Maranello con una bicicletta che mi era stata prestata da una donna del posto». Così ha parlato Romano Levoni, a quei tempi chiamato da tutti “Balilla” per la sua figura minuscola, ieri mattina nel corso della celebrazione commemorativa accanto alla lapide che ricorda quei giorni e il coinvolgimento della Fed, l’armata brasiliana che ha collaborato nello scacciare i tedeschi.

Dopo queste parole il commento del sindaco Claudio Pistoni non si è fatto attendere. «Allora, signor Levoni, lei è stato il primo a liberare Sassuolo». La commemorazione, primo degli eventi che ricordano il 74esimo anniversario della liberazione, ha visto riuniti alla rotonda di viale Della Pace un gruppo di militari della delegazione brasiliana di stanza a Roma, con il colonnello Ricardo Peixoto, addetto militare brasiliano in Italia.

«Sono qui ancora una volta - ha raccontato Levoni - per ricordare i miei amici brasiliani, i miei amici americani e tutti i compagni di battaglia, che hanno combattuto per la libertà non solo per la nostra zona della “repubblica di Montefiorino” ma anche lungo tutta la linea gotica, dove hanno sopportato dei disagi enormi perché impreparati a combattere sulle nostre montagne. Sento il dovere di esserci sempre e fare un plauso anche a coloro che hanno attraversato l'oceano per darci la libertà. Noi siamo stati patrioti e partigiani e abbiamo contribuito alla lotta di liberazione, ma l'Italia e le nostre zone sono state liberate dagli alleati. È bene che la storia lo sottolinei e questo non dobbiamo mai dimenticarlo e ringrazio assenti e presenti, come questa delegazione brasiliano».

Alla cerimonia erano presenti oltre al sindaco, anche il generale Santo Chichi e rappresentanti delle istituzioni e volontariato.

«Ringrazio Levoni che ci ha invitati a Sassuolo - ha detto Peixoto - per ricordare quegli eroi italiani e brasiliani ma anche di altre nazionalità che si unirono per restituire la pace a Sassuolo, in Italia e in Europa. Sono onorato di rappresentare il mio Paese in un momento quando gli eroi, tra cui il signor Levoni, sono ricordati per questi risultati, Per il Brasile, inviare 35 mila soldati in Europa fu uno sforza notevole ma contribuire a combattere il nazifascismo è stato un momento di solidarietà internazionale che si è tramandata fino ad oggi. Italia e Brasile hanno tanto in comune e c'è sempre un'atmosfera cordiale in tutti i momenti che si celebrano insieme». Semplici e brevi le considerazioni del sindaco Pistoni.

«Vorrei ringraziare Romano Levoni, innanzitutto - ha detto - per la sua caparbietà, tenacia e passione, per come si adopera nel ricordare quello che è successo nel corso della liberazione del nostro Paese. Soprattutto perché ha voluto ricordare il ruolo di spicco dell'esercito brasiliano nella liberazione della nostra città. Vorrei ringraziare le associazioni presenti, gli ex combattenti e gli alpini, ma anche i volontari della sicurezza, sempre pronti e presenti. I temi della fratellanza e dell’amicizia tra Sassuolo e i brasiliani sono ancora vivi anche grazie a persone come Levoni che difendono la Costituzione e quello che contiene. Queste parole, spero alla presenza di Romano Levoni che invito già adesso, le ribadirò anche e soprattutto in occasione delle celebrazioni del 25 aprile in piazza Garibaldi giovedì mattina». —



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