«Strumento formidabile ma prima il contatto umano»
Ormai sono indispensabili anche per la comunicazione politica, come sanno bene i sette candidati modenesi. A parlare del rapporto tra social network e politica è Lorenzo Ravazzini, professionista del settore e co fondatore di www.momentumsas.it.
Ravazzini,i social possono sostituire la campagna sul territorio?
«Il rapporto personale e l’empatia che nascono dall’incontro diretto tra un candidato e i suoi elettori sono centrali e una campagna davvero efficace non può mai prescinderne. In questa ottica, il contributo che i social network possono dare a una campagna elettorale varia a seconda della sua dimensione: per esempio in contesti locali, dove l’incontro fisico è sempre possibile, sono ottimi strumenti per ottimizzarlo e rafforzarlo; in contesti più estesi, in cui al contrario il rapporto personale quasi mai è possibile, sono strumenti formidabili per accorciare le distanze».
Tanti politici usano i social, ma non tutti li usano bene. Cosa è opportuno comunicare per essere efficaci?
«Ogni campagna elettorale è differente: non esiste una regola o una strategia universale che prescinda dal contesto e dal candidato. Quello che è utile per un candidato uscente è molto differente da quello che è utile per un neo candidato o un outsider. Tuttavia, in linea generale è necessario sviluppare i propri messaggi sulla base di tre principi: rilevanza, ripetizione e semplicità. È sempre più importante accompagnarli con elementi multimediali di qualità e svilupparli sulla base dei dati della campagna».
I social hanno permesso di tornare al contatto diretto con gli elettori, anche se a volte il contatto è… troppo diretto, e i politici incappano negli hater: va risposto?
«È meglio lasciar perdere. “Don’t feed the troll” è un’espressione classica della moderazione digitale ed esprime bene il concetto: di fronte agli hater o ai troll è meglio glissare, non dando attenzione ed evitando così di dare maggiore visibilità (appunto di dare da mangiare) a quelle che sono a tutti gli effetti solo delle provocazioni. Se poi la provocazione supera il segno è sempre possibile, e anzi consigliato, utilizzare gli strumenti che le piattaforme mettono a disposizione per segnalare». —
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