Casa della salute “fantasma” «A luglio il cantiere partirà»
Consiglio comunale aperto sul destino dell’ex ospedale. Dall’Ausl rassicurazioni «Investiremo 10 milioni di euro». Risposte evasive alle domande più stringenti
Le nebulose sorti della Casa della salute di Finale hanno richiamato una platea di interessati, più di cinquanta persone hanno accalcato la platea oltre ai consiglieri e la Giunta presso il consiglio comunale aperto di martedì sera.
Alla serata richiesta dai consiglieri di minoranza per fare chiarezza hanno partecipato i vertici dell’Ausl tra cui il direttore generale Massimo Annicchiarico, il direttore di distretto Massimo Fancinelli e il suo predecessore dottor Angelo Vezzosi, l’architetto Alba Bassoli e il dottor Luca Gelati.
Dall’architetto Bassoli le previsioni per la riqualifica del vecchio ospedale storico, dismesso dalla data del terremoto 2012 e da allora declassato a “casa della salute”, almeno nella prima fase più sostanziosa da circa 7 milioni e mezzo di euro il cui bando è scaduto a gennaio: entro luglio - ha spiegato - verranno valutate le proposte da una commissione tecnica e entro il mese di luglio l’impresa vincitrice del bando inizierà il cantiere, che stima in due anni fino a fine 2021.
La seconda fase di completamento (per un totale di circa 9 milioni e 300 mila euro) inizierà una volta finita la prima fase. Una progettazione francamente molto lunga per la quale sono arrivate le polemiche dei consiglieri di minoranza e della Lega, nonostante le difficoltà di un progetto imponente che ha dovuto passare il parere della sovrintendenza archeologica, l’adeguamento sismico e la funzionalità tecnica in una superficie di circa 8.500 metri quadrati, quando nel 2017 la stessa Ausl scriveva che la prima fase si sarebbe conclusa nel 2019.
La richiesta del consigliere d’opposizione Pierpaolo Salino per un nuovo incontro il prossimo anno e valutare lo stato concreto di avanzamento dei lavori ha trovato l’impegno dei presenti che però potrebbero non essere più in carica, come ormai notoriamente, a partire da Annicchiarico.
Non sono mancati gli elogi dirigenziali sul personale qualificato della casa della salute: Gelati ha raccontato dei percorsi infermieristici sulla cronicità all'avanguardia, Fancinelli ha aggiunto: «Finale è esempio per le altre strutture regionali - ma ammette - La cosa brutta è che il contenitore oggi non è all’altezza».
Come si temeva, diversi interventi e domande dal pubblico hanno trovato risposte evasive riguardo a tempistiche e servizi. In questo nuovo contesto dovrebbe trovare spazio l’Osco, l'ospedale di comunità, venti posti letto per degenza assistenziale da parte di personale infermieristico h24 e dai medici di famiglia, nel frattempo, incalzato dai delegati sindacali Cgil e pensionati, il dottor Fancinelli garantisce «soluzioni intermedie con posti letto in strutture residenziali per necessità socio sanitarie in particolare su valenza sociale» e il centro Puas, il Punto Unico di Accesso Socio-sanitario ripristinato che diventa il nucleo nevralgico della presa in cura e del programma di cura della persona e la formazione scolastica della figura professionale del care giver.
Il direttore Annicchiarico inoltre, dopo le sollecitazioni di una mamma in rappresentanza di altre si è sbilanciato annunciando lo studio di fattibilità per un punto d'intervento pediatrico h24 a Finale. Tra le domande eluse quella sulla mobilità passiva, dal momento che molti finalesi vanno a Cento, e non a Mirandola, costringendo poi l’Ausl a rimborsare quella di Ferrara —
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