Dalla Pomposa a viale Gramsci città blindata per gli antagonisti
La situazione più tesa è quella di viale Gramsci, come confermano i divieti di sosta, la rimozione dei cassonetti e l’appello del consigliere Carpentieri al questore affinché fosse individuato un percorso alternativo. Perché quella di oggi in città si prospetta una giornata piuttosto movimentata, anche se le forze dell’ordine stanno seguendo da giorni la situazione per prevenire disagi. Oltre agli appuntamenti istituzionali, infatti, in occasione della Festa della Liberazione sono previste altre tre manifestazioni con altrettanti cortei. La prima, organizzata dal collettivo Guernica insieme ai Si Cobas, partirà alle 10 dalle Fonderie di viale Ciro Menotti, con l’obiettivo di contestare le politiche del governo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei migranti. Una manifestazione che sarà seguita con attenzione dalle forze dell’ordine, mentre alla stessa ora in piazza Matteotti partirà il camion della Banda popolare dell’Emilia rossa, che porterà i canti comunisti in giro per il centro. Ma a preoccupare le forze dell’ordine è soprattutto il corteo previsto nel pomeriggio: alle 15, le forze antagoniste si ritroveranno in Pomposa per dar vita a una manifestazione contro l’apertura del Cpr in via La Marmora, confermata proprio ieri dal ministro Salvini per il prossimo ottobre. Difficile prevedere quante saranno le persone coinvolte, anche perché l’appello degli antagonisti è arrivato anche in altre città. Un corteo che ha creato parecchie tensioni in viale Gramsci, che dovrebbe essere l’ultima parte di un percorso che condurrà i manifestanti al parco XXII Aprile. E mentre il viale si preparava con divieti di sosta e con la rimozione dei cassonetti, il consigliere comunale del Pd Antonio Carpentieri ha scritto al questore Maurizio Agricola e al prefetto Patrizia Paba per chiedere di valutare un percorso alternativo: «Mi corre l’obbligo di sottolineare come il passaggio del corteo lungo viale Gramisci - fa notare Carpentieri - stia generando forti preoccupazioni e timori tra i cittadini di una zona che per la sua alta densità abitativa, per la presenza di centinaia di attività commerciali e per la sua stessa conformazione, assai poco si presta ad accogliere simili “sfilate”». —
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