Modena, corteo anarchico: muri e vetrine dei negozi imbrattati in centro
Sarà un 25 aprile ricco di eventi e celebrazioni a Modena e in tutta la provincia. In città il ritrovo è alle 10 per il tradizionale corteo che andrà a chiudersi in piazza Grande. Ma ci sarà anche tanta musica. A Villa Sorra “concertone” con Roberto Vecchioni, mentre a Carpi suonerà Vinicio Capossela
MODENA. Dalla festa per i 74 anni dalla Liberazione ai danneggiamenti e imbrattamenti del corteo contro i Cpr degli anarchici. E' stata una giornata dai due volti quella vissuta in centro a Modena in occasione del 25 aprile. Se il mattino si respirava aria di festa e tranquillità, nel pomeriggio l'atmosfera si è fatta molto più pesante complici i circa 200 manifestanti, molti nascosti sotto i passamontagna, che hanno compiuto una serie di atti vandalici.
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LA CERIMONIA IN CENTRO
Il giorno del 25 aprile si è aperto alle 10 in Duomo con la messa officiata dal vescovo Erio Castellucci. Alla stessa ora nelle strade del centro - via Emilia, corso Canalgrande, via Università e via Castellaro fino a piazza Grande - si è svolto il tradizionale Corteo con la banda cittadina “Andrea Ferri” seguito dall'omaggio al Sacrario della Ghirlandina.
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A seguire in piazza Grande la manifestazione conclusiva introdotta da Elio Carosone, presidente della Consulta provinciale degli studenti, con intervento di Metella Montanari, direttore dell’Istituto storico di Modena.
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“Il 25 aprile è la festa di tutti coloro che amano la democrazia e la libertà. È il giorno in cui gli Italiani festeggiano la Liberazione da tre orrori che li avevano messi in ginocchio: dalla dittatura fascista, dall’occupazione nazista e dalla guerra”.Ha ribadito e sottolineato Metella Montanari, direttore dell’Istituto storico di Modena, sul palco in piazza Grande dal quale, presenti le autorità, ha concluso la manifestazione istituzionale del 25 aprile con un discorso “da storica, perché – ha spiegato - la storia ci aiuta a comprendere il presente, è dalla sua conoscenza che si parte per capire cosa è stato davvero e perché, e per cercare, alla luce di questo, di evitare il ripetersi di pagine così buie”.
Il discorso conclusivo di Metella Montanari è stato introdotto da quello di Elio Carosone, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Modena.
“La Resistenza – ha ricordato la direttrice dell’Istituto Storico – sfociò in un miracolo: forze politiche fino a quel momento divise si unirono, ceti sociali molto distanti tra loro si incontrarono, dalla profonda crisi morale seguita al fallimento del fascismo e all’occupazione tedesca uscì una nuova idea di Italia che troverà la sua sintesi nella Repubblica e nella scrittura condivisa della Costituzione”.
Montanari, che ha aperto il suo intervento ricordando i tanti partigiani intervenuti negli anni "su questo palco, da Triva a Rossi, da Gorrieri a Paganelli", si è soffermata sul ruolo delle donne e dei giovani nella Liberazione, vissuta anche in chiave esistenziale, di scelta e assunzione di responsabilità e impegno, per poi concludere citando il discorso che Aldo Moro pronunciò a Bari nel 1975, nel trentennale della Resistenza. “L'acquisizione della democrazia – disse allora Moro - non è qualche cosa di fermo e di stabile che si possa considerare raggiunta una volta per tutte. Bisogna garantirla e difenderla, approfondendo quei valori di libertà e di giustizia che sono la grande aspirazione popolare consacrata dalla Resistenza. Il nostro antifascismo non è dunque solo una nobilissima affermazione ideale, ma un indirizzo di vita, un principio di comportamenti coerenti”.
IL CAMION DELLA BANDA ROSSA
In contemporanea da piazza Matteotti si è mosso "Camion Banda della Banda Popolare dell’Emilia Rossa". "Sfiliamo per le vie del centro di Modena in ricordo dei partigiani e degli antifascisti. - spiegano - Per noi è di vitale importanza ricordare come solo grazie a loro,durante il secondo conflitto mondiale e durante la guerra civile, ci siamo liberati di fascisti e nazisti . La maggioranza dei partigiani lottava anche per una società priva di classi, comunista insomma. Il nostro compito è mantenere vive queste idee e raccontare la storia per come è stata".
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CORTEO DEL GUERNICA
Si è mosso poco dopo le 10 dal cippo che ricorda i caduti delle Fonderie il corteo promosso dal Guernica (a cui aderisce anche il sindacato S.I.Cobas) Un pecorso che dalle ex Fonderie muoverà attraverso i l quartieri popolari della città.
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"Ci vogliono divisi, ci dobbiamo difendere, abbiamo bisogno di una nuova liberazione da questa classe politica, - spiegano nella presentazione della manifestazione - che, attraverso televisioni e giornali, identifica in noi il nemico. Il 25 Aprile attraversiamo insieme le strade dei quartieri popolari. Contro il fascismo, lo sfruttamento e il patriarcato".
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CORTEO CONTRO IL CPR CON DANNEGGIAMENTI AI NEGOZI
Dalle 15,30 circa ha preso il via il corteo, di area anarchica, contro l'apertura a Modena dei Cpr dalla Pomposa. Circa 300 persone - alcune delle quali durante i ltragitot hanno indossato dei passamontagna -sono sfilate dietro uno striscione con su scritto Contro Fascisti Cpr e Stato di Polizia Resistenza!
Il bilancio parla di vetrine di negozi imbrattate, vernice sui muri di una scuola e su monumenti, telecamere oscurate. Ha creato disagi, nel centro di Modena, il corteo di manifestanti che si sono radunati nella città emiliana per protestare contro l'apertura del Cpr, il Centro di permanenza per i rimpatri.
Un 'serpentone' composto da 300 persone tra cui gruppi anarchici provenienti da diverse parti d'Italia come Bologna, Roma, Torino, Salerno, Firenze e Trento.
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I manifestanti, con rulli e vernice spray, hanno imbrattato le vetrine dei negozi che si affacciano su via Emilia Centro, i muri della scuola media 'Pasquale Paoli' e un monumento ai Carabinieri caduti lungo Porta Bologna. Durante il loro cammino, hanno anche rotto e oscurato alcune telecamere di sicurezza. Giunti all'altezza del cavalcavia della ferrovia hanno anche gettato sui binari dei fumogeni. Il corteo, che si snoda per le vie cittadine, è stato controllato a distanza dalle forze dell'ordine schierate in tenuta antisommossa. Di fatto a nessuno è stato impedito di compiere imbrattamenti e danneggiamenti.,
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