Gazzetta di Modena

Modena

DELITTO A VILLANOVA 

Francesca colpita dal fratello sta lottando per sopravvivere

Carlo Gregori
Francesca colpita dal fratello sta lottando per sopravvivere

È sempre ricoverata in condizioni critiche in Terapia Intensiva l’estetista 36enne Per gli investigatori l’uomo era ben cosciente di quanto stava facendo 

3 MINUTI DI LETTURA







«Non sappiamo se la donna accoltellata dal fratello sopravviverà e se sì a quali condizioni».

Le parole del procuratore Lucia Musti indicano purtroppo il reale stato di Francesca Rizzello, 36 anni, conosciuta estetista, madre di un bimbo di un anno, ricoverata in Terapia Intensiva a Baggiovara per le numerose coltellate inferte alla testa, alla gola e al torace dal fratello Cosimo Damiano, 38 anni, ora in carcere.

Francesca è stata colpita più volte alla giugulare. Come ha spiegato la Musti, stando ai primi riscontri medici, ha perso quasi due litri di sangue collassando. Un’emorragia accentuata dal lungo lasso di tempo trascorso dal ,momento della tragica aggressione all’arrivo dei soccorsi. Il fratello, infatti, dopo averla colpita in un impeto d’ira durante una discussione accesa, prima è corso dal vicino e poi dai carabinieri per confessare cosa aveva appena fatto oltretutto convinto che la sorella fosse morta. Ma Francesca non era morta e questa urgenza di far sapere del delitto ha fatto perdere quasi un’ora, determinante per la sopravvivenza della vittima. Il 118 ha dovuto rianimarla, viste le sue condizioni e lo stato di choc del corpo collassato.

Da martedì mattina in ospedale stanno facendo di tutto per salvarla. Francesca - in prognosi riservata e sotto stretta osservazione medica - lotta tra la vita e la morte.

Se sopravviverà, cosa l’aspetterà? Rischia lesioni permanenti? È il dubbio che hanno medici e investigatori.

Il fratello Cosimo, invece è in carcere. La Procura ha confermato che il fermo di polizia è scattato per lui alle 17 di martedì dopo una lunga giornata di interrogatori. Prima presso i carabinieri, ai quali aveva confessato il delitto convinto che la sorella fosse deceduta sotto i suoi colpi. Poi davanti al pm Monica Bombana. Col pm, però, ha deciso di non rispondere.

Lo ha fatto in presenza del suo difensore, l’avvocato Francesco Muzzioli. Probabilmente la stessa decisione verrà presa quando dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. al quale la Procura ha chiesto di convalidare l’arresto con la misura cautelare del carcere. («Ha confessato e non è credibile che voglia fuggire», ha spiegato il procuratore). Cosimo Rizzello dovrà in ogni caso spiegare perché ha usato tanta furia verso la sorella, anche se un’ipotesi di movente (per quanto stramba) c’è già.

Ora che questo caso di delitto in famiglia è quasi concluso, agli investigatori e alla Scientifica dei carabinieri resta il compito di ricostruire la scena del crimine e analizzare i reperti trovati.

A cominciare dal coltello usato per tentare di uccidere la donna. Si tratta di un normale coltello da cucina che Cosimo Rizzello ha trovato in casa e che ora è stato posto sotto sequestro e messo tra i reperti da sottoporre ad analisi. Non ci si aspettano rivelazioni clamorose: in questa vicenda, a parte il movente, ci sono pochi aspetti oscuri.

Su un punto il procuratore Musti è stato chiaro: Rizzello ha un passato di abusi di alcol e stupefacenti dai quali aveva più volte tentato di disintossicarsi in case di cura psichiatriche. Ma non si era sottoposto a cure psichiatriche vere e proprie e in ogni caso in lui non si denotano patologie mentali tali da far dubitare della sua capacità di intendere e di volere al momento del delitto.

Cosimo Rizzello era insomma consapevole di cosa stava facendo quando lanciava fendenti mortali al volto e al corpo della sorella. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google