Allergie, un terzo dei sassolesi colpiti da riniti e broncopatie
Il dottor Gambelli: «Si tratta di malattie che hanno un grosso incremento perchè uniscono i problemi dell’inquinamento atmosferico con i pollini»
La primavera è caratterizzata anche per portare tra la popolazione una serie di disturbi, tra i quali le allergie sono uno dei principali, con una percentuale molto alta dei residenti colpiti (si parla del 30% della popolazione).
Abbiamo analizzato il fenomeno con alcuni medici ospedalieri, primo tra loro, il dottor Paolo Gambelli, responsabile della divisione di Otorinolaringoiatria.
«Se parliamo di quella stagionale – dice - si tratta di una patologia diffusa, l’allergia da pollini, che rientra nella grande famiglia delle riniti. In questo grande capitolo la rinite allergica la fa da padrone in questa stagione e può avere delle ripercussioni sia mediche che chirurgiche. È una patologia pluridisciplinare che coinvolge anche gli allergologi per certi tipi di accertamenti, e i pneumologi, dato che impatta anche a livello bronchiale. Noi offriamo diversi interventi: una visita ambulatoriale basilare su richiesta del paziente e del medico di base, una fibroscopia per avere un approfondimento, la rinanometria che è una chicca dell’ospedale di Sassuolo ed è uno studio delle funzionalità delle vie respiratorie, e un esame radiologico che ci consente di stabilire l’aggressività della patologia ed è anche preparatorio ad un eventuale intervento chirurgico. È ovvio che in questi mesi vediamo un aumento di richieste per le pollinosi, essendo le piante in fioritura».
Ma ecco alcuni dettagli.
«La rinite non è altro che una reazione abnorme del sistema immunitario – ha aggiunto la dottoressa Margherita Trani, otorino di reparto - verso stimoli esterni che vengono reputati dall’organismo come un'aggressione, per questa ragione si innesca un meccanismo immediato che si sfoga in starnuti e naso che cola. Le altre conseguenze allergiche possono essere prurito nasale e occhi che lacrimano».
«I casi - continu - aumentano decisamente in questa stagione: fino a un 20/30% dei pazienti può soffrire di rinite allergica per l’aumento di pollini. Le ipotesi dell’allergia possono essere diverse: esiste l’ipotesi genetica, quindi chi ha genitori che hanno allergie è più soggetto lui stesso ad averne; ambientale e la causa può essere l’inquinamento o la troppa igiene, ovvero gli ambienti troppo puliti in cui viviamo”.
Quali esami vengono effettuati quando si presenta il paziente?
«L’esame più importante e diretto – aggiunge la dottoressa Silvia Menabue, anch'essa otorino in ospedale - nonché imprescindibile è l’esame endoscopico. Questo mi permette di visualizzare la reazione della mucosa endosinusale, endorinosinusale, all’allergia. E’ di facile esecuzione e risulta essere di fondamentale importanza. Questo perché vediamo immediatamente la reattività alla risposta mucosa. Si utilizza un endoscopio flessibile, che ci permette di avere delle informazioni sulle pareti laterali del naso oppure si utilizza anche per valutare l’ipotrofia del turbinato, quella mucosa presente all’interno del naso che causa ostruzione nasale o, inoltre, per valutare delle deviazioni del setto. In ultimo, è possibile valutare se c’è stato un calo della percezione olfattoria. E’ un esame di facile esecuzione e viene eseguito in pochi minuti in ambulatorio».
E si arriva anche alla necessità di intervenire con la rinanometria e chirurgicamente.
«La rinanometria – conclude il chirurgo Renato Baldi - è un esame utilizzato per valutare la funzione nasale. La fase chirurgica si impone quando abbiamo una fase ostruttiva ed il primo intervento è dedicato solo ai turbinati e migliora la respirazione perché si crea spazio nella fossa nasale». —
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