Nodo centri storici: chiuse mille ditte e costruttori a corto
Il convegno sulle prospettive per i paesi nel post sisma l’Ance denuncia: imprese edili in crisi per costi e burocrazia «Servono piani lungimiranti»
SAN FELICE. Aziende di costruzioni in difficoltà per sovraesposizione e burocrazia, un migliaio di aziendine chiuse e la necessità di poter riprogettare i centri storici con lungimiranza, non con limiti aprioristici. È un po’ questo il senso del convegno sulla ricostruzione che si è tenuto a San Felice, organizzato da Noi Sanfeliciani. L’ingegner Betti (presidente costruttori Emilia-Romagna) ha evidenziato in modo dettagliato le difficoltà delle imprese edili con la ricostruzione, che vede oggi un «monte lavori eseguito di circa 4,5 miliardi di euro di produzione, effettuato, diventando il primo sostenitore finanziario della ricostruzione». «L’impresa oggi è poco sostenuta dal sistema bancario a causa dei lunghi tempi di pagamento dei Sal», con tempi di pagamento intermedi di circa 6 mesi e di oltre 1 anno per i Sal finali, per diverse concause. L’ingegner Francesco Pullè ha puntato molto sull’importanza dei centri storici e sulla necessità di un piano di lungo respiro, che non sia rigido senza neppure conoscere le norme. Per il mondo artigianale hanno partecipato Alberto Belluzzi (Lapam) e Paolo Benatti (Cna). Benatti ha citato il bando regionale sui centri storici, come una buona opportunità data dalla Regione (i progetti della prima fase sono stati saturati in 2 giorni), ci sono 35 milioni di euro per il cratere ristretto, ha evidenziato che le amministrazioni dovranno comunque impegnarsi affinchè tali progetti abbiano compimento nel minor tempo possibile, ha sottolineato l’importanza del centro storico. Belluzzi ha evidenziato come il tessuto artigianale è importante per la nostra economia, ha portato un dato che ha molto fatto pensare: negli ultimi 10 anni nell’Area Nord si è verificato un trend di moria di aziende che vede la perdita di circa 1000 aziende su un totale di 9000 esistenti al 2008, che non ha avuto un picco per effetto del terremoto. —
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