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Piazza Martiri gremita: «Il 25 aprile vale più di un derby...»

Gaetano Cervone

Il presidente dell’Anpi Barbieri «Chi oltraggia questa data offende tutti gli italiani» Il sindaco Bellelli applaudito: «Le città siano luoghi aperti» 

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Lauro Castelli non si è mai perso una celebrazione del 25 aprile, per lui – che da bambino ha visto la guerra – il giorno della Liberazione è la festa più bella: «Ogni anno mi emoziono sempre di più». Per Alessandro è invece la prima volta, ha 4 anni e per i suoi genitori ha già l’età adatta per capire “chi era dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata”. Poi ci sono le famiglie, gli adolescenti, gli anziani che in questa giornata speciale non riescono a trattenere la commozione. Perché il 25 aprile è il giorno di una festa speciale.

A Carpi, poi, la piazza dei Martiri è stata anche il luogo dell’assurda tragedia che proprio il 25 aprile del 2011 vide Gianni Bencivenni, Giovanni Faglioni e Enzo Grossi perdere la vita travolti da una Fiat Panda impazzita: «È come fosse successo ieri, e il dolore in questa giornata è sempre più forte», spiegano i familiari delle vittime che l’amministrazione ha voluto ricordare con una corona di fiori nel corso del corteo partito in mattinata dal cimitero Urbano, prima tappa delle celebrazioni con deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti. E così con la Filarmonica Città di Carpi in testa il corteo ha reso omaggio alle tre vittime del 2011 per poi dirigersi alla lapide dei trucidati del 16 agosto 1944, prima della cerimonia davanti al municipio in una piazza gremita: «Il 25 aprile è un giorno speciale che vale molto di più di un derby, è l’avvenimento fondativo della nostra Repubblica – ha messo in chiaro Stefano Barbieri, presidente dell’Anpi – Chi oltraggia questa data oltraggia tutti gli italiani che combatterono per la libertà». Il messaggio al ministro Salvini è chiaro e diretto, il ricordo della Liberazione ieri a Carpi si è intrecciato con l’attualità: «Quando salta fuori uno che dice che questa è una festa di parte, per i nostalgici, succede allora che a Carpi la piazza si riempie come non succedeva da anni – ha sottolineato il sindaco Alberto Bellelli – Questo è forse perché a parlare è un sindaco eletto democraticamente e non un Podestà, perché i cittadini si arrabbiano se sono le istituzioni a dire queste cose, istituzioni che senza il 25 aprile non esisterebbero». È passionale e applaudito l’intervento di Bellelli: «Bisogna reagire, dire basta, mostrare che queste piazze sono aperte, che sono di tutti, perché non è la cultura dell’esclusione che c’è stata insegnata», ha sottolineato, ribadendo poi con vigore che «Carpi è una città sicura» e che «la soluzione per la sicurezza non è chiudersi in casa con un fucile». Nel pomeriggio iniziative all’ex campo di Fossoli, compresa la presentazione della App per smartphone “Carpinguerra” curata dagli studenti del Da Vinci e la biciclettata resistente. In serata tutto esaurito per il concerto in piazza dei Martiri di Vinicio Capossela. —

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