Banche, Poste e sede della Lega erano gli obiettivi da difendere
Già oscurate durante la notte alcune telecamere in zona Pomposa Il corteo ripreso sul web. E intanto al Gay Pride via Emilia è vietata
Il retroscena
Vetrine, muri, telecamere? Qualcosa andava sacrificato, così come un pomeriggio di lavoro festivo per esercenti o la tranquillità di turisti e cittadini che volevano godersi il centro storico. Tre erano gli obiettivi sensibili da proteggere a tutti i costi e dei quali si è sempre parlato nelle riunioni tecniche indette dai vertici che gestiscono la sicurezza a Modena: banche, Poste e sede della Lega Nord. Una triplice indissolubile e, alla fine, garantita, se si esclude qualche scritta su piccole filiali incontrate en passant. Nessuna spaccata, vetrine protette da pannelli di legno, sede della Lega blindata da camionette di forze dell’ordine, Poste in centro idem. Dunque tutto bene. O quasi. Eppure qualche sentore agli addetti ai lavori si era palesato durante la notte tra il 24 e il 25 aprile: “stranamente” qualcuno aveva già oscurato alcune telecamere in zona Pomposa, dove già nel primo pomeriggio del 25 era previsto il raduno dei manifestanti al corteo. E a quell’ora, davanti agli occhi di tutti, dal furgoncino e dagli zaini sono spuntati “birilli”, bastoni, tute e cappucci, ben presto indossati da quelli che poi hanno scritto i loro versi ispirati sui muri cittadini. Se già c’era qualcosa che non andava perché, come in altre occasioni è accaduto, il percorso non è stato cambiato? Perché invece di voltare a sinistra una volta sbucati da via Cardinal Morone non si è invece svoltato a destra? Forse per non far scoppiare il finimondo. Fa comunque riflettere il fatto che al Gay Pride del 1° giugno sarà vietato l’attraversamento del centro storico lungo via Emilia. —
S.TO
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google