Fornaia morta a Udine il ricordo della famiglia «Liliana era instancabile»
CASTELFRANCO. «Era una donna fantastica, instancabile, piena di voglia di fare. Credo che anche nel forno dove lavorava da tanti anni a Castelfranco la sua assenza si farà sentire. Per lei non esisteva nè giorno né notte, né estate né inverno quando si trattava di lavorare. Era diventata bravissima anche con i dolci modenesi, oltre che con quelli calabresi e pugliesi» .
Patrizia Di Vaio così ricorda la figura della cognata Liliana Suriano, scomparsa l’altro giorno in un incidente stradale in autostrada. Il marito è in gravi condizioni in ospedale a Palmanova ma se la caverà anche se ha riportato gravi ferite al torace e all’addome. È lui il testimone del tamponamento a catena che ha causato un’altra morte. Al suo fianco sono arrivate da S.Cesario, dove la famiglia abita nella frazione di S.Anna, le figlie Maria Giovanna ed Emanuela, rispettivamente di 29 e 28 anni.
«Liliana non si fermava mai - continua - ma per i pochi giorni di Pasqua in cui l’Antico Forno del Torrazzo doveva restare chiuso era andata a trovare la sorella a Udine. Martedì pomeriggio erano ripartiti, marito e moglie, per rientrare a casa. Ma quel maledetto incidente ha distrutto tutto, sogni e progetti di una famiglia. Anche lei era salita a Modena tanti anni fa dalla Calabria e aveva trovato subito lavoro. Poi diversi anni fa, assieme a due soci, avevano lanciato l’Antico Forno del Torrazzo a Castelfranco e non si è mai risparmiata sia nell’attività notturna a fianco dei suoi colleghi che la mattina al banco della vendita. Per lei lavoro e famiglia erano la sua vita. Ci mancherà moltissimo».
Ieri il fratello di Liliana, Carmine Suriano, è partito da Petronà, il paese in provincia di Catanzare da cui è originaria la famiglia, per raggiungere i parenti. Per la data dei funerali bisognerà aspettare le dimissioni del marito dall’ospedale. —
S.C.
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