Il M5S ci riprova con Giordani: «L’alternativa siamo solo noi»
Il candidato dei grillini ha risposto alle domande dei lettori «Cambieremo il rapporto tra amministrazione e cittadini»
Alternativo al Pd e a Muzzarelli, ma anche alla Lega. Anche perché, se davvero fosse così vicino al Carroccio come tanti sostengono… si sarebbe candidato con la Lega e non con il Movimento. Andrea “Jordan” Giordani, 50enne operaio saldatore e candidato sindaco dei Cinque stelle alle amministrative del 26 maggio, ha illustrato le priorità per i prossimi cinque anni e analizzato la situazione politica del partito nella diretta Facebook che ieri pomeriggio lo ha messo di fronte ai lettori della Gazzetta. Giordani, ci parli di… Andrea Giordani. «Ho 50 anni e sono meccanico saldatore, ma in passato ho fatto tante cose, dal giardiniere al barman. La mia passione politica è nata diversi anni fa, semplicemente perché ero stanco, da semplice cittadino, di mettermi al telefono e chiamare il Comune per i problemi di tutti i giorni, a partire da quelli di sicurezza del mio quartiere. Così, partendo dall’esperienza di consigliere del Quartiere 2, mi sono avvicinato alla politica, e oggi sono candidato sindaco del Movimento». Un impegno importante, soprattutto perché arriva in un momento complicato per voi: da una parte c’è la flessione di consensi a livello nazionale, dall’altra i problemi locali, con i consiglieri uscenti che hanno deciso di non ricandidarsi, mentre l’accordo elettorale con “Volta pagina” è stato bocciato da Roma. «La flessione è comprensibile, perché quando diventi forza di governo, immediatamente passi dall’altra parte della barricata, e tutti ti attaccano per quello che fai e che non fai. Tutto questo si riflette anche sul locale: per le alleanze con le liste civiche avevamo un progetto ampio e ambizioso, ma purtroppo non abbiamo potuto portarlo avanti. Questo però non significa che i rapporti per cui sono state gettate le basi non possano continuare dopo il voto: l’importante è il bene della città».
A proposito del bene della città, quali sono le priorità del Movimento?
«Per prima cosa, vogliamo cambiare il rapporto tra amministrazione e cittadini: per noi la persona viene prima di tutto, e quindi la prima cosa che faremo sarà ricostruire il rapporto con i modenesi. Poi c’è la sicurezza, tema a cui sono molto legato: abitando in zona Gramsci, da tempo mi impegno con tante altre persone per cercare di migliorare la situazione. Un altro tema molto importante è l’urbanistica: siamo convinti che a Modena non si possa continuare a costruire e basta, ma bisogna mettersi a sedere con tutti i soggetti interessati, costruttori compresi, e capire le esigenze della città. Al centro mettiamo anche la cultura: Modena ha delle potenzialità turistiche immense, e il flusso è aumentato notevolmente, anche se bisogna fare ancora molto per portare i turisti a fermarsi più a lungo in città».
Come pensate di farlo?
«Per esempio, valorizzando maggiormente le tante bellezze che abbiamo: pochi modenesi sanno che c’è tanto altro da scoprire dentro la cerchia muraria, a partire dal Baluardo, ultimo rimasuglio della cittadella. Noi vogliamo valorizzare tutte le bellezze della città, puntando forte sul binomio cultura-turismo e arrivando a candidare Modena a Città della cultura 2023: l’obiettivo è fare ancora di più per aumentare il flusso turistico e portare i turisti a fermarsi più a lungo in città».
Tra gli obiettivi c’è anche quello di pedonalizzare il cuore della città, a partire dai Viali, oggi utilizzati come arteria per raggiungere il centro e per parcheggiare.
«Attualmente siamo fermi al 5-6% di pedonalizzazione del centro, e noi pensiamo che sia necessario fare molto di più, anche perché il centro è molto più ampio dell’area che spesso abbiamo in mente: se vogliamo veramente avere una città a misura d’uomo, ridurre l’inquinamento e attrarre più turisti, dobbiamo fare scelte più forti, a partire da quella di pedonalizzare l’anello interno dei Viali. Questo non significa che vogliamo abbandonare gli utenti che raggiungono il centro in auto: il progetto prevede anche la realizzazione di nuovi parcheggi, in silos o con nuove aree per i parcheggi scambiatori. Allo stesso tempo, è necessario ragionare diversamente sul piano sosta, analizzando zona per zona e decidendo come intervenire a seconda dei flussi».
Chiudiamo con un tradizionale appello al voto: perché non scegliere i due grandi blocchi o le liste civiche, ma il Movimento?
«Ai modenesi chiedo di votare noi perché... gli altri li conoscono già, mentre noi abbiamo idee completamente diverse. Idee che mettono al centro ambiente, salute, urbanistica sostenibile, sicurezza e benessere». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
