Salvini cambia tono: «Bravi i poliziotti»
Giovedì parlava di «città devastata», ieri era solo «deturpata». Il Pd: «Il Comune era contrario a quel percorso»
Da «devastazione» a «deturpamento». In meno di 24 ore Matteo Salvini modifica la connotazione dei danni subiti dal centro cittadino dopo il corteo degli anarco-insurrezionalisti. Il 25 aprile, quando il serpentone dei manifestanti non aveva ancora terminato il suo lento attraversamento della città, aveva scritto: «Pazzesco. Il centro di Modena è stato oggi devastato dai centri sociali, a volto coperto e armati di bastoni». Ieri ha aggiunto: «La procura aprirà un fascicolo dopo il corteo degli anarchici e dei centri sociali che hanno deturpato la città. Grazie alle Forze dell’Ordine, che hanno evitato danni peggiori. Il 3 maggio sarò a Modena (14.30 tra Pomposa e piazza Matteotti, ndr), per ribadire che violenti e balordi non sono tollerati».
L’intervento va a rinverdire lo scontro con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il Partito Democratico geminiano, uno scontro che si era aperto nei giorni scorsi sulla direttiva ai prefetti per il degrado e i daspo urbani. I Dem lanciano la sfida a Salvini sul terreno da lui prediletto: la sicurezza. Che in questo caso si deve interpretare come ordine pubblico.
«È il ministro dell’Interno più scarso della storia», attacca senza mezzi termini l’onorevole modenese Giuditta Pini dalla sede del Pd di viale Gramsci che giovedì è stata vandalizzata. «Non si è mai visto, nella storia della Repubblica, il titolare del Viminale vantarsi del fatto che una manifestazione ha creato disagio in una città. E a gestirla male è stato il ministero che lui dovrebbe presiedere». La Pini ha anche presentato un’interrogazione a Salvini in cui chiede quali fossero le disposizioni del ministero e se corrisponde al vero che alcune sedi politiche (leggasi Lega) sono state presidiate ed altre (come quelle del Pd) no. «Il ministero sapeva cosa sarebbe successo: percorso, danni potenziali e le persone che avrebbero partecipato». Accanto a lei siedono il segretario cittadino Andrea Bortolomasi e quello provinciale Davide Fava.
«Il Comune si era espresso negativamente - sottolinea Fava - e aveva chiesto al ministero dell’Interno (e quindi agli uffici locali di Questura e Prefettura) di non autorizzare il corteo». «La Questura ha detto che è andato tutto bene, Salvini che il centro è stato devastato: si mettano d’accordo - aggiunge Bortolamasi - Mi auguro che chi ha avuto responsabilità precise ne risponda: la gestione dell’ordine pubblico spetta al ministero dell’Interno e ai suoi organi locali, non ad altri».
Dall’enfasi dei due Dem viene da chiedersi se non stiano insinuando che ci sia stata una premeditazione nel creare disordini nel giorno del 25 aprile e durante la campagna elettorale: «Certamente il ministro dell’Interno non potrebbe mai fare una cosa del genere - risponde Fava sarcastico - Altrettanto certamente è una casualità che sia stata gestita in maniera immonda una situazione così e sarà certamente una casualità se Salvini passerà a Modena e toccherà tutti i punti disturbati dalla manifestazione...».
«Accusare Salvini per i disordini - replica la Lega - non fa solo ridere ma è anche inaccettabile. Basterebbe studiare. L’articolo 54 del Tuel è chiaro: “il sindaco quale ufficiale di governo, sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto” e “concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali”».—
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