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Tifosi del Modena in gol: anche il pozzo in Benin è diventato realtà

Stefano Aravecchia
Tifosi del Modena in gol: anche il pozzo in Benin è diventato realtà

Ad un anno dalla partenza del progetto del gruppo “Giorgio Vive” è stata inaugurata la prima opera nel villaggio curato dalle suore della Sacca  

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MODENA Altro gol dei tifosi del Modena grazie all’impegno dello storico gruppo “Giorgio Vive”. Dopo i progetti di solidarietà realizzati in Brasile e Camerun, si è gonfiata la rete anche in Benin. Infatti ad un solo anno dalla partenza, il progetto di realizzare un pozzo per l’acqua potabile in un villaggio in prossimità della città di Alfakpara in Benin del Nord, curato dalle suore della Sacca, è realtà. A darne notizia, con tanto di foto, è Francesco Gagliani Caputo, fratello di Giorgio, indimenticato tifoso del Modena scomparso 28 anni fa: «Posso testimoniare con grande soddisfazione che i fondi raccolti hanno fruttato la costruzione del primo pozzo per l'estrazione dell'acqua potabile per soddisfare l'esigenza idrica del villaggio in Benin. Sono orgoglioso perchè ogni progetto che studiamo, condividiamo e realizziamo è fatto in trasparenza e comunione di intenti per tutti coloro che credono ancora in questi valori».

Ma il gruppo “Giorgio Vive” - presente anche Facebook - non intende fermarsi qui: «Presto verrà costruito un secondo pozzo - assicura Gagliani Caputo - e, visto il coinvolgimento e l'interesse di tanti amici e tifosi del Modena Calcio e anche di altre tifoserie di altre città, arriveremo nei prossimi mesi a completare il progetto aggiungendo anche un piccolo mulino meccanico che servirà per macinare granaglie e sementi per panificare nel villaggio».

Ma come nasce un progetto "Giorgio Vive" ?

«Intanto Giorgio Vive non è una associazione, una onlus, è un gruppo spontaneo di persone mosse da spirito umanitario non necessariamente religiose - spiega Gagliani Caputo - anzi tra noi ci sono persone atee o di altre religioni che pensano solo alla finalità ultima, cioè aiutare con passione persone che hanno necessità e ricavando da questo soddisfazioni indescrivibili. Scegliamo un missionario oppure delle suore (infermiere) che da anni svolgono la loro missione in un territorio difficile che sono da noi conosciuti per il loro valore umano e studiamo la realizzazione di un progetto sostenibile. Per chi desidera dare una mano con un’offerta libera può farlo mediante un bonifico bancario alle suore della Sacca o acquistando la maglietta del progetto “Acqua per il Benin” al Braglia o contattandomi alla mail francescocapu@live.it». —


 

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