Vengono salvati dalla polizia prima di gettarsi nel vuoto
In viale Tassoni una donna voleva farla finita dopo aver litigato con la figlia In via Santi, in un ufficio comunale, sfondate due porte e afferrato un uomo
Salvate all’ultimo secondo, quando ormai stavano mettendo in atto il gesto più disperato ed estremo, quello che avrebbe spento per sempre la loro vita. Due tentativi di suicidio che, per puro caso, sono stati sventati sempre dallo stesso equipaggio della Volante i cui agenti hanno preso, afferrato, tenuto ben stretto una donna e un uomo prima che si gettassero dal sesto e dall’ottavo piano di due edifici in città.
Entrambe le persone sono state portate in ospedale dove sono state curate e dove hanno potuto trovare assistenza psicologica. Il primo episodio giovedì, nel primo pomeriggio, quando alla centrale di polizia arriva la telefonata di una ragazza che, in lacrime, chiedeva aiuto. Era la nipote di una donna straniera sui sessanta anni che si trovava nella casa della tragedia, mentre la zia era sul balcone, con un braccio tutto insanguinato e che aveva chiaramente fatto capire, tra pianti e urla, di volersi buttare giù dal sesto piano. La Volante allora è scattata a tutta velocità portandosi presso un condominio in viale Tassoni.
Glia genti sono saliti, sono entrati nell'appartamento e, in balcone hanno trovato la donna che si stava sporgendo verso la protezione la cui vetrata era stata infranta. Era stata la stessa donna che l’aveva mandata in frantumi con un pugno per poi rimanere ferita al braccio: tagli ovunque e sangue dappertutto. La donna, a quanto sembra, aveva litigato con la figlia, un ennesimo litigio nato da incomprensioni di lunga data. Alla fine, ferita e disperata, voleva gettarsi nel vuoto. Un agente l’ha afferrata e l'ha riportata all'interno della casa: la donna è stata in seguito affidata tra al 118.
L’altro episodio ieri mattina, in via Santi, in uno dei palazzi che ospitano gli uffici comunali. È stato un passante a dare l’allarme: dalla strada aveva visto un uomo seduto sul davanzale della finestra, mezzo svestito, con entrambe la gambe fuori, che si ciondolava pericolosamente. Altre telefonate arrivano alla centrale anche dagli uffici e gli agenti, casualmente gli stessi del salvataggio del giorno prima, arrivano sul posto e salgono all’ottavo piano. I dipendenti indicano loro la zona dell’antibagno e del bagno: lì si era chiuso dentro un uomo di mezza età, in passatoi dipendente comunale e ora con problemi di salute.
Un agente non ci pensa due volte: sfonda dapprima la porta dell'antibagno poi quella dell’accesso al bagno: l’uomo era rientrato, era in piedi ma aveva già il busto all’esterno, proteso verso il vuoto . Il poliziotto di corsa si è gettato verso di lui afferrandolo per le braccia, bloccandolo e salvandolo da una morte certa. —
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