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Le opposizioni dicono “basta” e se ne vanno dal Consiglio

Daniele Montanari
Le opposizioni dicono “basta” e se ne vanno dal Consiglio

La disputa sul limite mensile alle interrogazioni scritte accende gli animi in aula Iseppi: «Sindaco, vuoi punire Venturelli». Biolchini: «Non ledo alcun diritto»

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È finita con clamorosa protesta a Pavullo la discussione sulle modifiche al regolamento comunale: venerdì sera dopo ripetuti appelli a rinviare il punto, l’opposizione in blocco (che aveva già lasciato i lavori della commissione il 19 aprile) ha abbandonato l’aula. Non era mai successo prima in questa legislatura. Il punto è quindi passato con i soli voti di maggioranza.

Lo spunto per introdurre modifiche è nato dall’uscita di Davide Venturelli dai 5 Stelle, con la conseguente creazione di un nuovo al gruppo, quello misto, cosa che ha portato a un rappresentante in più nelle commissioni e quindi alla volontà della maggioranza di disciplinarne il funzionamento in modo tale da non vedersi paralizzati i lavori. Ma su questo nessuno ha avuto da obbiettare, come su altre modifiche introdotte.

Il pomo della discordia sono stati invece due aspetti. Principalmente, il tetto di un massimo di due interrogazioni a risposta scritta presentabili al mese da ciascun consigliere (prima non c’era alcun limite). Poi, la riduzione da 3 a 2 minuti di tempo per la dichiarazione di voto, senza più possibilità di spaziare su altri argomenti. Si sono scontrate due visioni contrapposte: sindaco e maggioranza hanno parlato di modifiche solo tecniche, che non cambiano il dibattito in Consiglio (la stretta è solo sulle interrogazioni a risposta scritta) dove invece il sindaco Biolchini nel 2016, accogliendo una mozione dei 5 Stelle, aveva raddoppiato (da uno a due) il numero di documenti, interpellanze e mozioni presentabili da ogni gruppo. Fattore che rimane tale, così come una modifica considerata nel 2016 centrale da Biolchini: lo stop a emendamenti presentati senza il consenso del proponente che poi stravolgevano il suo testo («questo per non fare passare agli altri quello che ho subito io in opposizione» disse).

Ma nonostante queste sottolineature le opposizioni sono rimaste fermamente contrarie a modifiche introdotte in fretta senza confronto. Bocciato anche l’emendamento proposto da Stefano Iseppi (Pd) per ottenere almeno l’istituzione della commissione Controllo e Garanzia entro il 30 settembre.

«L’impressione è che questo limite delle due interrogazioni a risposta scritta sia una misura punitiva verso Venturelli, che ne ha sempre presentate - ha osservato Iseppi - Tra me e lui ci sono sempre state profonde differenze, ma da assessore gli ho sempre risposto e non son stati mai paralizzati gli uffici. Voi invece adesso nascondete dietro esigenze tecniche una volontà politica. Tu, sindaco dicevi di essere stato trattato male in passato, ma con questi metodi stai largamente superando i livelli raggiunti in passato».

«Cambiate le regole con il 22% di voti che avete ricevuto al primo turno: è un metodo che diventa sostanza, venite meno alle promesse di dialogo», ha rincarato il 5 Stelle Fabio Catani.

Morena Minelli (civica) pur accogliendo le scuse per il non averle dato la parola in commissione ha biasimato «una scelta limitante, nonostante il raddoppio concesso nel 2016». Di qui l’abbandono dell’aula, mentre Biolchini diceva di essere «molto amareggiato, perché non è stato leso alcun diritto». —

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