La valanga “Veleno” sulla Bassa Burgoni: «Mi state ricattando»
I racconti choc, i documenti e i protagonisti dei falsi riti satanici scuotono l’Italia . Gli inviati di Giletti scovano l’ex dirigente dei servizi sociali: «Fu tutto valutato»
MIRANDOLA. «Spero che sui giornali ora ci vada la faccia dei veri colpevoli, non delle persone che sono state ingiustamente accusate». Parole toccanti, tra le lacrime, e taglienti. Pronunciate davanti a milioni di telespettatori che l’altra sera hanno ascoltato esterrefatti in tutta Italia i protagonisti di Veleno, la storia dei (falsi) riti satanici e pedofili. Parole pronunciate da Selena, la bimba strappata alla famiglia più di vent’anni fa, e che ha denunciato di essere stata sottoposta a continue e pesanti pressioni per confessare quello che non le è mai accaduto, accusando i suoi famigliari. «Mi dissero che avevo l’imene rovinata per gli abusi subiti, e non era neppure vero», ha detto tra l’altro. Un racconto che ha commosso Massimo Giletti, il popolare conduttore su La 7 di “Non è l’Arena”.
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Ne sono scaturiti almeno 50 minuti (pubblicati anche su Youtube) intensi, laceranti, per i racconti e i documenti che sono riemersi. In studio c’era Pablo Trincia, giornalista di inchiesta, autore del libro pubblicato da Einaudi “Veleno”, che ha riaperto il caso. Trincia sarà a Modena il 16 maggio, per presentare il libro.
C’era l’avvocato Patrizia Micai, che sta coordinando le azioni giudiziarie. La prima delle quali è la revisione del processo a Federico Scotta (condannato a 11 anni e ora scagionato tra l’altro dalla dichiarazione della bimba che lo ha fatto condannare, e che ha detto anche l’altra sera in tv di essere stata indotta ad inventare tutto). In studio lo stesso Federico Scotta, che il 20 maggio sarà davanti alla Corte d’appello di Ancona: «Quando venni portato in carcere, con accuse così pesanti, temevo il peggio. Poi la gente ha capito. Non ho più rivisto i miei figli, da innocente come sono, l’ultima mi fu portata via dalla sala parto», ha detto tra l’altro Scotta.
C’era anche Lorena Morselli, l’ex maestra dell’asilo assolta dopo 13 anni, ma che i suoi primi 4 figli li ha rivisti solo in tribunale, ormai lontani nelle loro vite da lei.
Gli inviati de La 7 poi hanno cercato non senza difficoltà due dei protagonisti di quella tragica vicenda, per i decessi e il dolore che si è portata dietro: l’ex responsabile dei Servizi Sociali di Mirandola, Marcello Burgoni (aveva parlato solo alla commissione dell’Area Nord, “blindato” dall’ex sindaco di Mirandola Gigi Costi) e Valeria Donati, l’allora psicologa tirocinante al centro di una infinità di polemiche anche sui costi (si parla di 4 milioni in tutto che Veleno è costata alla comunità, ha spiegato Trincia) delle sue consulenze, quando si mise “in proprio”. Burgoni, che con l’inviato di La 7 era partito a mezzi spintoni e ombrellate, poi qualcosa ha detto: «Ci sono le sentenze, frutto del lavoro che hanno fatto anche gli operatori, che sono stati già ampiamente valutati, giudicati». Ma perché ha affidato il caso ad una tirocinante? «Non ci sono le condizioni per rispondere a queste domande... le condizioni ci saranno quando verranno create», ha detto Burgoni, accusando anche La 7 di avere sposato una parte.
Lei si sente tranquillo, che le metodologie applicate furono corrette?, ha chiesto ancora l’inviato: «Questo si chiama molestie». Ci sono delle famiglie che sono state messe in ginocchio, se la sente di dire che è stata fatta una cosa normale? «Lei mi sta ricattando», ha chiuso Burgoni.
E Valeria Donati? A Modena ha cambiato studio, quello nuovo è... segreto. E a casa, a Mirandola, al telefono ha risposto: «Non ho nessuna opinione da dire a giornalisti... Sì, mi sento di avere operato in maniera corretta, non da sola e non ho preso nessuna decisione. C’erano periti e consulenti. Comunque non voglio parlare di questa situazione». —
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