«Lavoro irregolare e illegale: Emilia Romagna al vertice»
Il sindacalista Franco Zavatti ha analizzato il Rapporto 2018 dell’Ispettorato del lavoro evidenziando che i dati della regione sono fra i peggiori
Un nuovo allarme lanciato da Cgil a livello regionale sul lavoro illegale e irregolare fra contratti fasulli, decentramenti fittizi, occupazione in nero. Cgil Emilia-Romagna interviene con Franco Zavatti, esponente della Cgil di Modena e del coordinamento regionale legalità e sicurezza del sindacato, analizzando il rapporto 2018 dell'Ispettorato del lavoro. Attività di vigilanza che evidenzia «il peggioramento del profilo legalitario della nostra economia produttiva. Anche e soprattutto in Emilia-Romagna», come afferma Zavatti.
Dal report emerge ad esempio che dal punto di vista dei contratti fasulli per i lavoratori, «tali violazioni risultano prevalentemente concentrate nel Centro-nord (circa il 94%). In particolare, siamo primi in Emilia-Romagna, poi Lombardia, Veneto e Liguria». L'uso distorto dei contratti di lavoro, continua Zavatti, «è maggiormente riscontrato nei settori di sanità e assistenza sociale, alloggio e ristorazione, costruzioni, servizi alle imprese».
Passando poi al capitolo dei decentramenti fittizi (quindi appalti, subappalti e finte somministrazioni), «le regioni maggiormente coinvolte risultano essere l'Emilia-Romagna con 2.442 lavoratori e Lazio con 1.808, poi Lombardia e Veneto». In questo caso, i settori più esposti sono autotrasporto, costruzioni, supporti alle imprese e manifatturiero.
E ancora, per quanto riguarda i lavoratori irregolari, l'Emilia-Romagna «è seconda con 9.147 irregolari scoperti, dopo la Lombardia con 9.922. Poi Lazio, Campania e Puglia».
Sul fronte del lavoro nero, su un totale di 42.306 persone scoperte a livello nazionale, l'Emilia-Romagna è al sesto posto in Italia ma al terzo nel nord del Paese, dopo Lombardia e Toscana, «con 2.811 imprese emiliano-romagnole sanzionate».
Dal report 2018 dell'Ispettorato del lavoro risulta poi che l'Emilia-Romagna è al terzo posto a livello nazionale per quanto riguarda i trasferimenti fasulli all'estero di interi settori produttivi, dietro a Friuli e Lombardia. I settori più colpiti: edilizia, agenzie di viaggio e servizi. —
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