Gazzetta di Modena

Modena

L’impresA DI FORMIGINE e nonantola 

Opocrin investe nella svedese Dilafor per sviluppare studi di ostetricia

Stefano Turcato
Opocrin investe nella svedese Dilafor per sviluppare studi di ostetricia

Oltre 2,1 milioni di euro per diventare secondo azionista e finanziare la ricerca sul Tafoxiparin per i travagli prolungati

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Pochi, fra i non addetti ai lavori, sanno che tra Modena, Formigine e Nonantola esiste una delle eccellenze in campo farmaceutico, azienda attiva dal 1964 e specializzata nella ricerca, produzione e commercializzazione di principi attivi farmaceutici di derivazione biologica, in particolare da organi e tessuti animali.

Si chiama Opocrin, ha il quartier generale a Modena e stabilimenti a Formigine e Nonantola, il socio di maggioranza è la famiglia Saetti-Bianchini.

Tra i principali prodotti l’azienda annovera farmaci salvavita come l’eparina, le eparine a basso peso molecolare e il surfattante polmonare. Opocrin è stata scelta da numerose società farmaceutiche e istituti di ricerca come partner per lo sviluppo di nuovi prodotti.

Ora Opocrin ha annunciato, con la collega svedese Dilafor Ab, un finanziamento da 23 milioni di corone svedesi (2,16 milioni di euro) per un nuovo studio sull'impiego di Tafoxiparin, farmaco usato in ostetricia perché contribuisce a ridurre i rischi del travaglio prolungato.

Opocrin è l’azienda produttrice del farmaco Tafoxiparin e vanta una profonda conoscenza del prodotto, di cui ha seguito lo sviluppo fin dall’inizio.

Con questa operazione Opocrin contribuisce in misura determinante all’aumento di capitale della svedese Dilafor per lo sviluppo della ricerca su questo prodotto. Con l’investimento annunciato aumentano le quote azionarie di Opocrin in Dilafor AB e ora l’azienda modenese diventerà il secondo principale azionista della società.

Dilafor, che ha sede a Solna in Svezia, è una società di proprietà di Karolinska Development, che sviluppa prodotti farmaceutici finalizzati a ridurre al minimo il rischio del travaglio prolungato, un problema medico per il quale in oltre 70 anni non è stato introdotto alcun trattamento nuovo. L’azienda ha ora deciso di dedicarsi prioritariamente allo sviluppo di una formulazione di Tafoxiparin somministrabile per via sottocutanea, fino a sette giorni prima della data presunta del parto, per favorire il rilassamento della cervice prima dell’induzione del travaglio. La presenza di una cervice matura e rilassata è un requisito indispensabile per il buon esito dell’induzione del travaglio. Il travaglio viene indotto in circa un quarto di tutte le donne gravide. In oltre il 50% dei casi l’induzione ha esito negativo, comportando un prolungamento del travaglio con conseguente aumento del rischio di complicanze sia per la madre che per il nascituro. Il 25-40% delle induzioni si conclude con un parto cesareo d’urgenza.

In un precedente studio, la somministrazione del farmaco sperimentale Tafoxiparin prodotto da Dilafor ha evidenziato un effetto positivo significativo, con un accorciamento del tempo al parto e un miglioramento della maturazione della cervice nelle pazienti con travaglio indotto. Dilafor ora è in procinto di avviare uno studio ulteriore per valutare in un gruppo più ampio di pazienti se il trattamento con Tafoxiparin per via sottocutanea sia in grado di rilassare la cervice e migliorare l’esito dell’induzione del travaglio, accorciando così il tempo al parto.

«Grazie alla lunga competenza che è stata maturata nel settore dei polisaccaridi - fa sapere l’azienda modenese - Opocrin è in grado di sviluppare passo passo nuove idee e nuovi progetti, dalla distribuzione di lotti di principi farmacologicamente attivi (API) per le sperimentazioni cliniche alla produzione commerciale». —



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